GLI ABUSI AD ANZIANI E DISABILI: E SE FOSSI TU? E SE FOSSE UN TUO CARO? Di Sofia Castaldo

Persona anziana con difficoltà a deambulare
Abusi e maltrattamenti agli anziani

L’abuso nei confronti delle persone fragili affidate a coloro che dovrebbero prendersene cura, è estremamente diffuso, sia per la loro dipendenza nei confronti di un soggetto più “ forte”, sia per la loro condizione marginale rispetto alla società in cui vivono, sia perché   spesso considerate non attendibili rispetto ai loro abusatori.

Cos’è un abuso?

Tutte le forme di abuso costituiscono un tradimento della fiducia ed un abuso di potere nei confronti di una persona fragile, sia esso bambino, adolescente, adulto o anziano.

Un comportamento del genere provoca un danno alle vittime che in questo modo si sentono minacciate, impotenti ed umiliate.

Se non si interrompe e non si pone rimedio, l’abuso può causare alla persona che ne è rimasta vittima, un dolore ed una sofferenza che durano a lungo nel tempo.

Ma non pensiate che la cosa non ci riguardi tutti!

Quando parlo di abuso non mi riferisco solo agli abusi più eclatanti come quelli fisici e sessuali, ma anche a quelli più subdoli perché considerati prassi e abitudini consolidate nel tempo o addirittura giustificati perché considerati necessari…

Parlo di abusi di tipo emotivo, come per esempio attacchi verbali, sfoghi di rabbia, minacce, colpevolizzazioni, derisione, urla… O lasciare il paziente con altri ospiti che causano angoscia, paura ed ansia, il mancato rispetto per le differenze sociali, fisiche e culturali.

Parlo di trascuratezza ed abbandono, quando il paziente viene privato nel tempo di cibo, vestiti, calore, igiene, stimolazione intellettuale e sociale, sicurezza e attenzioni premurose da parte di chi se ne dovrebbe occupare e che invece non si appresta a sostituire il pannolone bagnato perché non è l’orario per il cambio o addirittura che non lo accompagna ai servizi igienici perché tanto ha il pannolone!!

Probabilmente, la cerchia di coloro che hanno assistito e continuano ad assistere a tali comportamenti, è vasta!

Mi rivolgo quindi a quanti sono già inseriti in un contesto lavorativo, ma anche e soprattutto a chi si appresta o già è all’interno di un percorso formativo …..come il tirocinio.

Non si può tacere!

La segnalazione di comportamenti abusanti non è una scelta ma un obbligo etico e legale.

La segnalazione non si baratta con le lusinghe da parte del collega abusante.

Né si negozia con l’illusione di mantenere una posizione di fasulla accettazione da parte del gruppo   o del singolo collega.

Quale peso ha tutto questo   rispetto a quello del senso di colpa?

Occorrerà certo prepararsi a fronteggiarne le conseguenze, ma è un piccolo prezzo da pagare per potersi guardare allo specchio con dignità e non dover fare i conti con la propria coscienza.

La sicurezza dei pazienti sarà protetta solo quando tutti saranno consapevoli del fatto che ogni eventuale comportamento abusante sarà identificato e adeguatamente segnalato.

Certo mi rendo conto che un tale ed enorme problema necessita di essere affrontato da più angolazioni, non escludendo quello della responsabilità di chi dovrebbe vigilare anche sul benessere psichico dei lavoratori, allo scopo di cogliere in tempo quei segnali di stress e frustrazione che talvolta, ma non sempre, possono contribuire a trascinare l’operatore verso una condizione di sofferenza che trova purtroppo espressione in comportamenti abusanti.

Ma il grande tema della prevenzione necessita di una riflessione a parte.

CONCLUSIONI

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica: sofiacastaldo@gmail.com

Non posso garantire di riuscire a risponderti o di risponderti in tempi brevi, ma terrò in grande considerazione la tua opinione.

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Grazie.

Sofia Castaldo

Coordinatrice infermieristica e Formatrice