IL MIO ESAME DA OSS. DI GIULIA BILLI

Buonasera a tutti.

Da oggi, Giulia Billi, Operatrice Socio Sanitaria curerà nel mio blog: “La rubrica dell’OSS” che trovate facendo click sul seguente link:

https://www.simonepiga.it/concorsi-pubblici-per-oss/

dove pubblicherà articoli e notizie di interesse per gli OSS e dell’ambito socio-sanitario.

Per iniziare ha deciso di raccontare in un articolo il modo in cui si è svolto il suo esame per diventare OSS, che pubblico volentieri.

Buona lettura.

Simone Piga

L’ESAME FINALE DA OSS

(IL MIO ESAME) 

DON’T PANIC

In questo articolo vi racconto il mio esame finale per conseguire l’attestato di OSS, sostenuto a Milano qualche settimana fa.

Spero così di essere di aiuto ai tanti colleghi che si apprestano a sostenere l’esame per diventare OSS.

Avete presente quando la notte ti svegli alle 4 e non riesci più a prendere sonno perché inizi a frugare nei tuoi pensieri?

Avete presente quando iniziate a pulire tutta casa o andate a fare jogging pur di tenere la mente occupata?

Avete presente quanto desiderate che arrivi un determinato giorno e quando quel giorno arriva vorreste essere dall’altra parte del mondo?

Penso che ognuno di voi abbia sperimentato una di queste condizioni almeno una volta nella vita. Io invece le ho provate tutte e tre la vigilia e il giorno dell’esame per conseguire l’attestato di qualifica di Operatore Socio Sanitario.

Un esame, si sa, richiede una preparazione che si ottiene dopo ore di concentrazione in aula e studio individuale o di gruppo. Tuttavia occorre anche prepararsi psicologicamente affinché l’ansia non prenda il sopravvento. I due psicologi di Harvard, R.M Yerkes e J.D. Dodson, nel 1908 formularono una legge, la quale evidenzia come un certo quantitativo di ansia sia importante per attivare mente e corpo, preparando così il soggetto all’esame per una prestazione ottimale. Se l’attivazione psico-fisica è troppo bassa, la persona rischia di affrontare l’esame con un approccio eccessivamente rilassato. Viceversa se l’attivazione è troppo alta, la persona si presenta all’esame con uno stato di eccitazione eccessivo tale da avere un approccio confusionario. Questo è un ragionamento logico, ma non così facile da mettere in pratica.

Ogni individuo ha una propria motivazione, un proprio background personale tale da attivare un certo quantitativo d’ansia. L’importante è provare e riuscire a controllare l’eccesso di questo stato d’attivazione perché il solo studio non basta. Viceversa non è sufficiente solo un certo quantitativo di ansia, ma è necessario dedicare tempo allo studio.

L’esame finale per conseguire l’attestato di qualifica di Operatore Socio Sanitario si sostiene dopo aver affrontato un percorso formativo suddiviso in vari moduli didattici. Consiglio infatti di evitare di fare troppe assenze, di stare molto attenti in aula durante lo svolgimento delle lezioni, di studiare costantemente e trovare il proprio metodo di studio, di fare domande per chiarire ogni dubbio prima dell’esame. Sono semplici consigli per affrontare più serenamente tutto il percorso di studi, i giorni prima dell’esame e l’esame stesso.

I preparativi al giorno dell’esame sono iniziati circa 4 settimane prima. La scuola ha organizzato delle lezioni di ripasso in preparazione dell’esame. Il tempo a disposizione non era tale da affrontare ogni singola materia studiata durante l’anno. Abbiamo fatto un ripasso generale, soffermandoci principalmente sulle materie di competenze dei professori che hanno tenuto le lezioni in preparazione dell’esame.

Al ripasso in aula ho aggiunto quello individuale e a pochi giorni dall’esame ho studiato in gruppo, perché da sola non riuscivo a mantenere un buon livello di concentrazione. Così i giorni e le settimane sono passate ed è arrivato il tanto atteso giorno dell’esame.

Il ritrovo era previsto alle 8.45. Siamo entrati in aula come dei soldatini in attesa di conoscere la commissione d’esame.

L’articolo 12 del Provvedimento 22 Febbraio 2001, comma 2, prevede che la commissione sia formata da un esperto designato dall’assessorato regionale alla sanità e uno dall’assessorato regionale delle politiche sociali. La nostra commissione era formata da uno psicologo in veste di presidente, da un infermiere e da un assistente sociale in veste dei due commissari. La commissione ci ha fatto subito una buona impressione, persone disponibili, solari e molto preparate.

La prova scritta ha previsto 70 domande in 45 minuti; tempo ampiamente sufficiente ad affrontare la prova. Le domande vertevano sulle materie sostenute durante tutto il percorso formativo.

Finita la prova scritta, la commissione si è ritirata in un’altra aula per correggere gli scritti, in seguito è iniziata la prova orale e pratica.

Ci hanno chiamato a gruppi di tre in ordine alfabetico e all’orale ci hanno principalmente fatto domande di anatomia, interventi assistenziali, mobilizzazione, igiene, primo soccorso, psicologia, assistenza sociale e legislazione.

L’esame si è concluso con esito positivo per tutti ad accezione di una collega.

E’ stata una giornata intensa e ricca di emozioni. Prima dell’esame c’era chi rideva e scherzava, chi si era isolato in un angolo a fissare un punto, chi continuava a studiare e ripetere, chi mangiava ininterrottamente, chi andava ogni minuto in bagno, chi camminava incessantemente.

Dopo l’esame invece, alcuni hanno pianto di gioia, altri hanno urlato di felicità, c’è invece chi ha avuto una reazione più controllata. Personalmente mi sono commossa e l’adrenalina provata tutto il giorno si è trasformata in stanchezza; un anno intenso ricco di emozioni che si è concluso nel giro di qualche ora. E voi come lo avete vissuto?

APPROFONDIMENTI

Per approfondimenti sulle modalità di svolgimento dell’esame finale per OSS, ti consiglio di leggere il seguente articolo dal titolo: “La commissione d’esame finale OSS” che trovi facendo click sul seguente articolo:

https://www.simonepiga.it/la-commissione-desame-finale-oss/

 

CONCLUSIONI

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica:     giulia.billi91@gmail.com

Non posso garantire di riuscire a risponderti o di risponderti in tempi brevi, ma terrò in grande considerazione la tua opinione.

Se ti è piaciuto questo articolo ti chiedo di mettere un semplice “like” sullo stesso e di condividerlo sui tuoi canali social, al fine di farlo conoscere.

 

Grazie.

Giulia Billi Operatrice Socio Sanitaria