L’ANZIANO IN RSA: L’IMPORTANZA DI ESSERE UN OSS. DI GIULIA BILLI

L'anziano in Casa di riposo

La RSA è una Residenza Sanitaria Assistenziale destinata ad accogliere, 24h su 24, in modo permanente o per brevi periodi, di norma, anziani non autosufficienti parziali o totali con limitazioni fisiche, come un anziano emiplegico, con limitazioni psichiche, un anziano affetto dal morbo di Alzheimer, con limitazione sensoriali, un anziano cieco.

Con l’avanzare dell’età le persone possono anche presentare tutte e tre le limitazioni.

LA RSA diventa una nuova casa, ma non tutti riescono ad accettare facilmente questa nuova sistemazione.

Impossibile biasimarli.

Se da un lato la persona non deve preoccuparsi di mantenere la casa in ordine e pulita, né di prepararsi i pasti, è vero anche che il proprio spazio viene gestito, ordinato, controllato da persone inizialmente estranee.

La persona non ha più il controllo della propria vita, ma deve trovare un punto di incontro tra le proprie esigenze e quelle di una struttura.

Purtroppo la propria privacy non è sempre garantita; molte strutture dispongono di un numero limitato di stanze con letto singolo, quindi molte persone devono condividere la propria stanza con uno/due/tre estranei.

E’ vero che si possono instaurare delle nuove relazioni, conoscenze, che aiutano a volte a scacciare la solitudine che può caratterizzare la vita di un anziano.

Infatti, normalmente, si cerca di organizzare stanze e tavoli per il pranzo in base alle esigenze, alle limitazioni dell’anziano per incentivare la relazione.

Tuttavia non è così semplice.

Generalmente, quando si parla di RSA, è luogo comune considerare l’ospite tipo, come un anziano affetto da demenza.

La realtà non è questa.

Ci sono anche persone con limitazioni fisiche, ad esempio, come detto, un anziano emiplegico oppure persone che in seguito ad una frattura non sono più in grado di deambulare autonomamente, ma necessitano di un ausilio.

Ci sono strutture che organizzano i reparti in base alle limitazioni dell’anziano; ci sono invece altre strutture che hanno reparti misti.

Proviamo quindi ad empatizzare con un anziano con limitazioni motorie, che condivide i propri spazi con un anziano affetto dal morbo dall’Alzheimer.

La vita li mette, anzi ci mette, di fronte ad una cruda realtà: un giorno potremmo essere noi quelle persone che non sono più in grado di ricordare chi sono i propri figli, di non saper più che cosa sia un cucchiaio e quale sia la sua funzione, di non essere più in grado di espletare l’igiene autonomamente, di dover portare un presidio assorbente per protezione perché non si è più in grado di riconoscere lo stimolo per urinare ed evacuare.

Esaminando quindi la mattinata tipo di un anziano in RSA, si capisce quanto sia importante la figura dell’OSS all’interno di queste strutture.

L’OSS fa parte di un’equipe di professionisti, ognuno dei quali svolge un ruolo fondamentale per la professione esercitata.

Tuttavia l’OSS è la persona più a stretto contatto con l’ospite nell’arco delle 24h.

L’OSS inizia, di norma, la sua attività lavorativa alle 7 di mattina seguendo un preciso piano di lavoro.

Innanzitutto si entra nella stanza dell’ospite per svegliarlo, aiutarlo nell’igiene parziale stimolando le capacità residue per poi alzarlo in attesa della colazione.

E’ una situazione e che può essere davvero imbarazzante per una persona.

Il proprio corpo viene messo a nudo e toccato da un’altra persona, che pulisce anche le urine e le feci: che imbarazzo!!!

E non è mai la stessa persona tutti i giorni.

E’ un gesto che deve essere svolto con delicatezza, pudore, nel rispetto dell’intimità e della dignità di un essere umano.

In genere una volta a settimana, e quando necessario, la persona fa il bagno in vasca.

E’ di fondamentale importanza preparare l’acqua alla giusta temperatura, né troppo fredda né troppo calda rispettando le esigenze del paziente.

Bisogna lavare ed asciugare attentamente la persona con delicatezza: non è una superficie da sgrassare e lucidare.

Scegliere e far scegliere, ove possibile, accuratamente i vestiti da indossare.

Dare importanza alla pettinatura, ad una collana, ad un bracciale, agli orecchini, ad un foulard: sono persone.

Una volta alzati si è pronti per la prima colazione per raggiungere in seguito una sala comune in attesa dei trattamenti fisioterapici personalizzati e delle attività ludico-creative con animatori ed educatori.

Intorno alle 10 si beve un thè caldo in compagnia.

Alle ore 12 circa si pranza.

Per alcune persone può rappresentare un momento di grande disagio: essere imboccati.

Imboccare è una vera e propria arte, di cui tratterò in un altro articolo.

La persona viene poi accompagnata in bagno e nella stanza per riposare.

Termina così la prima parte della giornata. Concludo con una riflessione.

Non si può essere OSS senza passione; se tu fossi istituzionalizzato in una RSA, quale caratteristiche dovrebbe avere la persona che si prende cura di te?

APPROFONDIMENTI

Se ti sei perso il mio ultimo articolo dal titolo: “6 CONSIGLI DA DARE AD UN OSS PER AFFRONATRE UN CONCORSO PUBBLICO”

puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link:

https://www.simonepiga.it/6-consigli-da-dare-ad-un-oss-per-affronatre-un-concorso-pubblico/

Se ti sei perso invece l’articolo: “L’OSS e la passione per il lavoro: un’eccezione?” puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link:

https://www.simonepiga.it/loss-e-la-passione-per-il-lavoro-uneccezione/

Se ti sei perso il mio primo articolo dal titolo: “Il mio esame da OSS”, puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/il-mio-esame-da-oss-di-giulia-billia/

Se ti sei perso l’articolo dal titolo: “Il tirocinio dell’OSS. La paura di chiedere e dire di no, puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/1364-2/

Se ti sei perso l’articolo dal titolo: “L’ignoranza” denigra le competenze di un OSS, puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link:

https://www.simonepiga.it/lignoranza-denigra-le-competenze-di-un-oss/

Per approfondimenti sul profilo e competenze dell’OSS, ti consiglio di leggere i seguenti articoli:

https://www.simonepiga.it/loss-le-competenze-delloperatore-socio-sanitario-atto-del-22-febbraio-2001-conferenza-stato-regioni-e-province-autonome-di-trento-e-bolzano/

https://www.simonepiga.it/loss-il-profilo-professionale-le-competenze-delloss-nelle-diverse-regioni-le-competenze-delloss-in-regione-lombardia/

Per approfondimenti sulle leggi da studiare in vista di un concorso per OSS, ti consiglio di leggere il seguente articolo:

https://www.simonepiga.it/loss-e-la-legislazione-sociale-e-sanitaria-per-i-concorsi/

CONCLUSIONI

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica:     giulia.billi91@gmail.com

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Grazie.

Giulia Billi OSS