“L’ignoranza” denigra le competenze di un OSS. Di Giulia Billi

 

Cari colleghi OSS e non solo, eccomi qui a presentarvi il mio nuovo articolo dal titolo:

“L’ignoranza” denigra le competenze di un OSS.

Quante volte fuori dal lavoro o durante il nostro lavoro abbiamo sentito la seguente frase:

“Dovrai togliere pannoloni pieni di mxxxx per il resto della tua vita“……..Pulisci culi”?

Ho estrapolato queste due frasi da due dibattiti presenti su dei forum online.

Non è stato utilizzato un linguaggio tecnico, ma senza giri di parole tutte le persone possono capire il contenuto della comunicazione.

Parto da queste due affermazioni per spiegare l’importanza di queste due azioni alle persone “ignoranti”, dal vocabolario definite come “coloro che non conoscono una determinata materia” e si permettono senza alcuna cultura in merito di denigrare questa importante competenza dell’Operatore Socio Sanitario.

Le feci sono il prodotto finale della digestione; osservare alterazioni del colore, della consistenza, della forma delle feci, dell’eventuale presenza di sostanze insolite, sentire odori anomali è un’azione di estrema importanza da comunicare tempestivamente all’infermiere.

Prendiamo in considerazione le feci di colore nero.

Nel migliore dei casi la colorazione è data dall’assunzione di ferro, in altri potrebbe essere sintomo di un “emorragia del tratto gastrointestinale superiore”.

Riuscite quindi a capire l’importanza nel cambiare un presidio assorbente pieno di feci?

Non solo. Consideriamo un paziente con incontinenza fecale. Involontariamente questa persona elimina le feci. Vuol dire che non è in grado di controllare l’espulsione delle feci.

Vuol dire che la persona avrà la cute esposta all’umidità a causa della materia fecale, provocando segni di macerazione, così la pelle sarà più fragile e aggredibile.

L’umidità/macerazione è uno dei 6 indicatori della scala Braden per rilevare il rischio di insorgenza delle lesioni da decubito. Immaginate soprattutto come si possa sentire una persona che porta un presidio assorbente pieno di feci; avrà perdita di autostima ed eviterà le relazioni sociali. Riuscite quindi a capire l’importanza nel cambiare un presidio assorbente pieno di feci?

“Pulisci culi” in termine tecnico si definisce igiene intima. Il perineo è la zona compresa tra il pube e l’ano, una zona molto umida ottimale per la proliferazione di batteri e la comparsa di cattivi odori.

Le cure igieniche sono di estrema importanza. E’ un gesto apparentemente semplice, ma che richiede molto tatto e sensibilità, perché la persona mette a nudo la propria intimità e, se in tale momento le facciamo percepire la nostra sensibilità, le mostriamo comprensione, si sentirà certamente meglio, capita.

Ci vuole delicatezza nel far sentire la persona a proprio agio ed instaurare così un rapporto di fiducia.

Attraverso le cure igieniche puliamo le mucose e la cute, eliminando così gli odori sgradevoli ed   evitando che la persona provi un senso di disagio.

Si raccomanda di asciugare attentamente per evitare di creare quell’ambiente caldo-umido ideale per la proliferazione di funghi e batteri. Inoltre abbiamo visto precedentemente come l’umidità porta a macerazione con possibile insorgenza di lesioni da pressione. Osservare quindi attentamente la cute per avvisare tempestivamente l’infermiere ad ogni alterazione riscontrata.

Questo gesto non solo ci permette di svolgere attività di prevenzione, ma anche attività di educazione sanitaria.

Da donna mi chiedo: “quante donne ancora, quando curano la propria igiene intima, non usano tutt’ora un criterio logico partendo dalla zona anale a quella uretrale”?.

È sbagliato.

E’ estremamente importante invertire l’ordine perché i germi presenti nella zona posteriore vengono trasportati con le mani nella zona anteriore con il rischio di provocare un’infezione.

Quindi, voi persone che ignorate l’importanza di questo lavoro, riuscite ora a capire un pò meglio l’importanza nell’esecuzione di una corretta igiene?

Un’azione in questi casi, vale più di mille parole.

Autocritica

Infine un’autocritica per la nostra professione: come OSS cosa abbiamo finora fatto, cosa stiamo facendo e cosa intendiamo fare in futuro per sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che è il nostro reale ruolo di assistenza diretta alla persona e che è sbagliato definirci volgarmente dei lava s…..?

Abbiamo mai pensato di avviare campagne di sensibilizzazione in tale direzione?

APPROFONDIMENTI

Se ti sei perso il mio primo articolo dal titolo: “Il mio esame da OSS”, puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/il-mio-esame-da-oss-di-giulia-billia/

Per approfondimenti sul profilo e competenze dell’OSS, ti consiglio di leggere i seguenti articoli:

https://www.simonepiga.it/loss-le-competenze-delloperatore-socio-sanitario-atto-del-22-febbraio-2001-conferenza-stato-regioni-e-province-autonome-di-trento-e-bolzano/

https://www.simonepiga.it/loss-il-profilo-professionale-le-competenze-delloss-nelle-diverse-regioni-le-competenze-delloss-in-regione-lombardia/

CONCLUSIONI

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica:     giulia.billi91@gmail.com

Non posso garantire di riuscire a risponderti o di risponderti in tempi brevi, ma terrò in grande considerazione la tua opinione.

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Grazie.

Giulia Billi OSS