L’OSS e la legislazione sociale e sanitaria per i concorsi

L'OSS E LE LEGGI

L'OSS e le leggi da studiare per i concorsi
Libro per concorsi di legislazione

L’OSS e la legislazione sociale e sanitaria per i concorsi

In questo articolo si vogliono fornire dei consigli utili sulle leggi da studiare per prepararsi al meglio ad un concorso pubblico per OSS.

In questo articolo parlerò della legislazione sociale e sanitaria da studiare per prepararsi ai concorsi per OSS.

Croce” per molti e “delizia” per pochi, che piaccia o no, che si voglia o no, le leggi, per i concorsi vanno studiate.

Di seguito riporterò l’elenco delle principali leggi che consiglio di studiare per prepararsi ai concorsi pubblici per OSS e che sono però contestualmente utili anche a chi studia per conseguire l’attestato di OSS.

Il D.P.R. n. 220 del 2001

Va subito precisato che l’accesso alla Pubblica Amministrazione, come stabilito dall’articolo 97 della Costituzione, avviene, salvo i casi previsti dalla legge, mediante concorso, a tempo determinato o indeterminato.

Consiglio pertanto innanzitutto, di capire come si svolgono e vengono espletati i concorsi pubblici per Operatore Socio Sanitario, che sono disciplinati dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 220 del 27 Marzo 2001: “Regolamento recante la “disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del Servizio Sanitario Nazionale”.

Nel D.P.R. vengono elencati i requisiti generali e specifici da possedere per partecipare ai concorsi per OSS.

Consiglio poi di prendere visione del bando di concorso al quale si vuole partecipare, in genere indetto da una ASL o da una Azienda Ospedaliera, dove vengono ampiamente dettagliati i requisiti di accesso al concorso in questione, le eventuali date d’esame, l’espletamento di una eventuale pre-selezione, le prove da sostenere, gli argomenti sui quali vertono le prove, e, talvolta in esso sono contenute indicazioni sui libri da studiare.

Provvedimento del 22 Febbraio 2001 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano

Consiglio poi di rivedere e rispolverare compiti e competenze dell’OSS, descritti negli allegati A e B, contenuti nel Provvedimento del 22 Febbraio 2001 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano che ha istituito il profilo dell’OSS.

In base alla Regione dove date il concorso, date anche uno sguardo:

– alla normativa sul profilo dell’OSS che varia da Regione a Regione (ad esempio in Lombardia questo aspetto è regolato dalla Deliberazione di Giunta Regionale del 18 luglio 2007 n 8/5101 – “Regolamentazione dei percorsi OSS”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (B.U.R.L.) del 26 Luglio 2007;

– alla normativa che regola la rete dei servizi sanitari, sociali e socio-sanitari (ad esempio in Lombardia, la legge in questione è la n. 23 del 2015, attraverso la quale le ASL sono state trasformate in ATS, Agenzie per la tutela della salute e le AO in ASST, Aziende Socio Sanitarie Territoriali).

La Costituzione della Repubblica Italiana

Fatto quanto premesso, consiglio di partire ovviamente dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

È la legge fondamentale dello Stato e la principale fonte del diritto, perché in essa sono contenute le norme che regolano l’organizzazione dello Stato, descrive i diritti e doveri dei cittadini e riporta i principi fondanti della nostra democrazia.

Venne discussa, votata e approvata dall’Assemblea Costituente, eletta dal popolo il 2 Giugno 1946, dopo l’esperienza del ventennio fascista e la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Fu il frutto di un compromesso, in quanto nacque dalla collaborazione tra i padri costituenti che appartenevano a partiti diversi, con ideologie differenti (cattolici, socialisti, liberali).

Entrata in vigore il 1° gennaio 1948, è anche definita come la legge delle leggi.

E’ un documento composto da 139 articoli più 18 articoli delle disposizioni transitorie e finali.

                

Gli articoli della Costituzione 

che ispirano le leggi dell’area sanitaria e sociale

 

Gli organi legislativi (come il Parlamento, il Governo, le Regioni, ecc..) approvano le leggi ispirandosi a uno o più articoli della Costituzione.

In ambito sanitario, sociale e socio-sanitario, gli articoli della Costituzione che ispirano gli organi legislativi nell’approvare le leggi sono:

 – l’articolo 2 che rimarca il rispetto per la dignità umana, affermando che: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;

 – l’articolo 3 che afferma il principio di pari dignità e di uguaglianza tra cittadini davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali;

– l’articolo 32 dove viene affermato che:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

 – l’Articolo 38 che al primo comma afferma che: “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”.

In particolare e nello specifico, l’articolo 32 della Costituzione ha ispirato e spinto il Parlamento italiano ad approvare le leggi dell’area sanitaria, tra le quali la legge n. 833 del 1978, che ha istituto il Servizio Sanitario Nazionale e successive modifiche e integrazioni; la legge n. 180 del 1978 (legge “Basaglia), la legge n. 104 del 1992 sull’handicap; la legge n. 194 del 1978 in materia di Interruzione Volontaria della Gravidanza (I.V.G.).

Sono leggi dell’area sanitaria con una forte valenza e funzione sociale.

L’articolo 38 della Costituzione invece ha ispirato il Parlamento italiano ad approvare le leggi dell’area sociale, tra queste la legge n. 328 del 2000 (legge quadro nazionale in materia di assistenza sociale che mette i Comuni al centro delle politiche sociali di welfare nel territorio.

                                                       Elenco delle leggi da studiare

 Ciò premesso, di seguito vi indico le leggi che vi consiglio di studiare.  

  1. la legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale e delle Unità Sanitarie Locali e le tre principali grandi riforme della medesima legge che sono:

– il Decreto legislativo n. 502 del 30 dicembre 1992 “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421(prima grande riforma);

– il Decreto legislativo n. 517 del 7 dicembre 1993 “Modificazioni al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421” (seconda riforma);

– il Decreto legislativo n. 229 del 19 giugno 1999 “Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell’articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419(terza grande riforma o riforma BINDI, allora Ministro della Sanità).

  1. la legge n. 180 del 1978 che contiene norme in materia di “Accertamenti e trattamenti sanitari, volontarie e obbligatori” che ha disposto la chiusura degli ospedali psichiatrici (manicomi), meglio nota come legge “Basaglia” dal nome del medico psichiatra che ha ispirato la legge;
  1. la legge n. 68 del 1999 recante norme per il diritto e il collocamento obbligatorio al lavoro delle persone diversamente abili;
  1. la legge n. 194 del 1978 sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza;

 

  1. la legge n. 104 del 1992 sull’handicap;

 

  1. la legge n. 328 del 2000, norma quadro in materia di assistenza sociale;

 

  1. il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 “Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro” e successive modifiche ed integrazioni”;

 

  1. la legge n. 219 del 22 Dicembre 2017, che contiene “Norme in materia di consenso informato e di Disposizioni Anticipate di Trattamento”(c.d. testamento biologico);

 

  1. il Decreto Legislativo in materia di Privacy del Governo Italiano, n° 196 del 30 Giugno 2003, intitolato “Codice in materia di protezione dei dati personali”;

 

  1. il Regolamento in materia di Privacy dell’Unione Europea n. 679 del 2016 (GDPR – General Data Protection Regulation), entrato in vigore nel 2018;

 

  1. infine, ultima in ordine cronologico ma non per importanza, consiglio di leggere e studiare la LEGGE LORENZIN che è la legge n. 3  dell’11 Gennaio 2018: “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”.

È una legge del Parlamento italiano meglio conosciuta come legge “Lorenzin”, dal nome dell’ex Ministro della Salute proponente, l’On. Beatrice Lorenzin.

Il legislatore ha previsto che la legge in questione deve essere attuata attraverso una serie di decreti successivi.

Ad oggi alcuni di questi decreti sono stati approvati e altri no; questo significa che in alcune parti la legge Lorenzin rimane ancora non attuata come gli aspetti che riguardano molto da vicino gli OSS.

Tra le novità introdotte da questa legge, entrata in vigore il 15 Febbraio 2018, ci sono:

1.l’istituzione dell’area delle professioni socio-sanitarie e l’inclusione all’interno della stessa, dell’Operatore Socio Sanitario, unitamente ad altri operatori;

2.la modifica dell’articolo 348 del codice penale, che ha portato all’inasprimento delle pene per coloro che compiono il reato di esercizio abusivo di una professione.

Come anticipato, la legge Lorenzin, nello specifico all’articolo 5, istituisce l’area delle professioni socio-sanitarie, secondo quanto   previsto dall’articolo 3-octies del decreto legislativo 30 dicembre   1992, n. 502, comprendendo all’interno della stessa varie figure: l’assistente sociale, il sociologo, l’educatore professionale e l’Operatore Socio Sanitario (fermo restando che i predetti profili professionali afferiscono agli Ordini di rispettiva appartenenza, ove previsti).

In questo modo viene dato un importante riconoscimento al prezioso ruolo svolto dagli OSS nel campo dell’assistenza alla persona e all’interno delle équipes dove opera, che arriva a distanza di poco più di 17 anni dall’istituzione del profilo.

Ad oggi però, a poco meno di due anni dall’entrata in vigore della legge Lorenzin, a questo significativo riconoscimento professionale non è seguita, in particolare per gli OSS che lavorano per la sanità pubblica, la necessaria gratificazione economica e professionale, e, inoltre, l’area socio-sanitaria non è ancora stata realizzata.

Linee guida, protocolli, procedure,

consegne, piani di lavoro

Infine, vi consiglio di ridare una rispolverata ai concetti riguardanti le linee guida, i protocolli, le procedure, le consegne, i piani di lavoro.

 Approfondimenti

Per approfondimenti sul ruolo e compiti dell’OSS ti rimando agli articoli da me scritti sull’argomento, che potrai leggere cliccando sui seguenti link: https://www.simonepiga.it/blog/

Per approfondimenti sui requisiti di accesso ai corsi per OSS in Lombardia, ti consiglio di leggere il mio articolo, cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/blog/

Inoltre potrebbe interessarti anche il seguente articolo: “L’evoluzione delle diverse figure di supporto, dall’ausiliario portantino all’OTA, OSS e OSSS”, che potrai leggere cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/blog/

e anche il post dal titolo “Il reato di esercizio abusivo di una professione” che potrai leggere

cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/blog/

nonché il post dal titolo: “L’OSS e la legge Lorenzin” che trovi al seguente link:

https://www.simonepiga.it/blog/

 

CONCLUSIONI

 

Scrivere un articolo su tematiche molto complesse, nonostante l’attenzione posta e l’impegno profuso nel prepararlo non è per niente facile e può sfuggire qualcosa, oppure si trascura qualche argomento che merita di essere maggiormente approfondito. 

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica:     simo.piga@gmail.com

Non posso garantire di riuscire a risponderti o di risponderti in tempi brevi, ma terrò in grande considerazione la tua opinione.

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 Grazie.

 Dott. Simone Piga

WWW.SIMONEPIGA.IT