L’OSS e l’OTA (Operatore Tecnico Addetto all’assistenza)

L'OSS e l'OTA (Operatore Tecnico addetto all'assistenza)
Un OSS spinge una carrozzina con persona seduta.

PROFILO E PERCORSO FORMATIVO
DELL’OTA

L’Operatore Tecnico Addetto all’assistenza, in acronimo “O.T.A.” preesiste a quello dell’OSS.

L’OSS infatti è nato per sostituire in ambito sanitario, tra le varie altre figure, anche quella dell’OTA.

Il profilo dell’O.T.A. è stato istituito ai sensi dell’articolo 40, 3° comma del Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 384 del 28 novembre 1990.

Il percorso formativo del medesimo operatore era invece regolato dal Decreto Ministeriale (D.M.) n. 295 del 26 luglio 1991.

Ai corsi per OTA potevano accedere le seguenti figure:

1. gli ausiliari specializzati del contingente addetto ai servizi socio-assistenziali ovvero candidati “esterni” al sistema sanitario, previo superamento di un apposito corso annuale da svolgersi secondo modalità, requisiti di accesso, percentuali di ammissione per candidati interni ed esterni sono stabiliti, nell’ambito della programmazione sanitaria, con decreto del Ministro della sanità;

2. figure “interne”, vale a dire quanti in possesso dell’attestato di qualifica di ausiliario socio-sanitario specializzato nonché coloro che sono collocati nella posizione funzionale di ausiliario addetto ai servizi socio- assistenziali inserite all’interno del sistema sanitario, ai sensi del 2° comma dell’articolo 40 del citato decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 1990, n. 384.

Alla figura dell’OTA, istituita con l’intento di sostituire gli operatori di supporto sopra citati, vennero attribuite, nei campi di attività dove può operare, maggiori competenze in ambito alberghiero.

In base a quanto stabilito dal D.M. n. 295 del 26 luglio 1991, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 16 settembre 1991, n. 217:

1. i corsi di qualificazione per operatore tecnico addetto all’assistenza furono istituiti presso le scuole per infermieri professionali o presso altre strutture dotate delle necessarie attrezzature didattiche individuate dalle regioni e dalle province autonome;
2. alle regioni e alle province autonome fu demandato il compito di disciplinare l’organizzazione dei corsi, la cui attuazione fu demandata alle Unità sanitarie locali (USL) e alle altre istituzioni pubbliche o private di cui agli articoli 39, 41 e 42 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, che gestivano le scuole. Inoltre, le regioni e le province autonome dovevano determinare il fabbisogno annuale di operatori tecnici addetti all’assistenza;
3. gli operatori tecnici addetti all’assistenza vennero inseriti prioritariamente nelle équipe assistenziali delle unità operative ospedaliere. A tal fine nell’ambito delle direzioni sanitarie, a cura degli infermieri dirigenti, si dovette attuare una revisione dei modelli di organizzazione del lavoro infermieristico;
4. I corsi di qualificazione per operatore tecnico addetto all’assistenza, di durata annuale, prevedevano 670 ore articolate in 220 ore per la parte teorica, 70 ore per le esercitazioni pratiche, 60 ore per la verifica dell’apprendimento e 320 ore per il tirocinio guidato;

L’attestato di qualifica
di Operatore Tecnico addetto all’assistenza

L’attestato di qualifica di operatore tecnico addetto all’assistenza veniva rilasciato previo superamento di un colloquio e di una prova pratica, sostenute dinnanzi ad una Commissione costituita dal direttore della scuola, che la presiedeva, da tre docenti della scuola di cui due dell’area infermieristica, da un rappresentante del Ministero della sanità e da un rappresentante della Regione in cui la scuola ha sede.

Il D.M. n. 295 del 2 luglio 1991 è un atto formato da 10 articoli e che contiene 3 allegati (allegato 1, Allegato 2, Allegato 3) che integrano lo stesso provvedimento.

L’Allegato 1 descrive in sei articoli la Disciplina dei corsi di qualificazione per operatore tecnico addetto all’assistenza.

L’Allegato 2 disciplina il Programma dei corsi di formazione per operatore tecnico addetto all’assistenza.

L’Allegato 3 contiene il Modello di attestato di qualifica di operatore tecnico addetto all’assistenza che dovrà essere rilasciato al termine del corso e previo superamento dell’esame finale.

Di seguito, al fine di favorire la maggiore comprensione sull’argomento, vengono riportati i testi integrali degli allegati 1 e 2.

ALLEGATO 1

Disciplina dei corsi di qualificazione
per OTA

Articolo 1
1. I corsi di qualificazione per operatore tecnico addetto all’assistenza hanno durata annuale.
2. I corsi hanno inizio la prima settimana del mese di ottobre di ogni anno e si concludono entro il giorno 30 del mese di maggio dell’anno successivo.

Articolo 2
1. Il corso ha la durata di 670 ore articolate in 220 ore per la parte teorica, 70 ore per le esercitazioni pratiche, 60 ore per la verifica dell’apprendimento e 320 ore per il tirocinio guidato.
2. Il programma di qualificazione si articola in unità formative per ognuna delle quali si definisce il monte ore riservato alla teoria, alle esercitazioni ed alla verifica. Il monte ore relativo al tirocinio è globale per l’intero corso.
3. La metodologia applicativa del programma deve ispirarsi ad obiettivi di tipo educativo- comportamentale, alla soluzione di problemi operativi derivanti dall’attività di supporto propria dei soggetti in formazione, e ad una didattica integrata con tecniche per l’apprendimento attivo e per la valutazione.

Articolo 3
1. Il numero degli aspiranti da ammettere ai corsi non può essere inferiore a quindici unità per ciascuna sezione del corso, né può superare il numero di trenta.
2. Qualora il numero degli aspiranti al corso sia superiore al numero dei posti disponibili, si procede alla formulazione di una graduatoria per soli titoli valutando, nell’ordine, il carico di famiglia, i titoli di studio e professionali con particolare riguardo a quelli connessi alla qualifica in oggetto, la maggiore età per i candidati esterni e l’anzianità di servizio per i dipendenti del Servizio sanitario nazionale dando priorità a che presta servizio nelle unità di degenza.

Articolo 4
1. L’organizzazione didattica dei corsi, nonché la selezione dei candidati, sono demandate alla direzione delle scuole.
2. La direzione dei corsi è affidata ad un infermiere dirigente dando la preferenza a coloro che hanno conseguito il diploma di dirigente dell’assistenza infermieristica.
3. L’attività didattica è svolta preferibilmente da personale dipendente del Servizio sanitario nazionale che abbia particolare competenza nelle materie oggetto di insegnamento e che sia in possesso, a seconda delle esigenze didattiche, del diploma di dirigente dell’assistenza infermieristica o della abilitazione a funzioni direttive nell’assistenza infermieristica o del diploma di assistente sanitario o del diploma di ostetrica o del diploma di laurea.

Articolo 5
1. Il tirocinio è svolto di norma nell’orario di lavoro fermo restando che esso va espletato nei servi- zi, settori o unità operative previste dalla programmazione didattica sotto la guida e la responsabilità del personale infermieristico coordinatore o degli infermieri professionali ivi operanti.
2. L’insegnamento teorico si svolge al di fuori dell’orario di servizio.
3. Al fine di consentire la partecipazione al corso del personale dipendente di cui all’articolo 4 sen- za pregiudizio per la normale funzionalità dei servizi, lo stesso utilizzerà il congedo straordinario per la frequenza della parte teorica del corso corrispondente a 280 ore complessive di teoria e veri- fica, fermo restando che la parte pratica, nonché le 70 ore riferite alle esercitazioni in aula di dimostrazione, sono considerate ad ogni effetto come servizio.

Articolo 6
1. La frequenza del corso è obbligatoria e non vengono in ogni caso ammessi alle prove di valutazione finale coloro che abbiano superato il tetto massimo di assenze, giustificate da gravi motivi, pari al 10% per la parte teorica, al 10% per la parte pratica e al 10% per le esercitazioni.
2. Al termine del corso gli allievi sono sottoposti ad una valutazione teorica e ad una valutazione pratica.

ALLEGATO 2

(di cui all’articolo 1, 1° comma, del regolamento)

Programma dei corsi di formazione
per operatore tecnico addetto all’assistenza

Unità formative:
1) Elementi di igiene;
2) Attività domestico-alberghiere;
3) Igiene della persona;
4) Mobilizzazione della persona, trasporto dei materiali;
5) Alimentazione;
6) Relazione/Comunicazione;
7) Elementi di legislazione;
8) Nozioni di primo soccorso e pronto intervento;
9) Prestazioni in ambiente extraospedaliero.

Per ognuna delle unità formative si specificano i contenuti generali nonché le ore corrispondenti alla parte teorica, alle esercitazioni pratiche ed alle verifiche del livello di apprendimento.

10) Elementi di igiene:
teoria: ore 35;
esercitazioni: ore 10;
verifiche: ore 12.

Contenuti formativi:
a) fattori generali di salubrità dell’ambiente riguardanti: aria atmosferica;
clima; suolo;
sistema fognario;

b) esigenze igieniche per l’individuo e per la convivenza di più persone in un ambiente delimitato: il microclima. Ventilazione, umidità, illuminazione. Smaltimento dei rifiuti nel territorio;
c) caratteristiche degli arredi e degli ausili per le attività della vita domestica;
d) concetto di prevenzione, cura e riabilitazione;
e) prevenzione ed educazione alla salute: modalità di trasmissione delle malattie infettive, prevenzione delle infezioni. Le infezioni ospedaliere: prevenzione. Il lavaggio delle mani;
f) l’igiene in ospedale: vie di transito e percorsi – Caratteristiche igieniche dei servizi (cucina, lavanderia, guardaroba, ecc.). Igiene degli arredi e dei presidi medicali. Igiene delle aree a basso, medio ed alto rischio. Raccolta e smaltimento dei rifiuti in ospedale;
g) la pulizia: definizione e scopi. Detersione, sanificazione, sanitizzazione ambientale. Metodi di pulizia. Pulizia ordinaria e straordinaria degli ambienti di degenza e dei locali adibiti a specifiche attività. Conoscenza, uso e manutenzione degli strumenti per l’igiene ambientale. Disinfezione: definizione e scopi. Metodi di disinfezione. I disinfettanti e loro criterio di impiego. Pulizia e disinfezione di utensili, presidi e strumenti usati per l’assistenza. Pulizia e disinfezione delle apparecchiature collegate con il malato. La sterilizzazione: mezzi e metodi di sterilizzazione. Modalità di preparazione del materiale da sterilizzare;
h) igiene personale degli operatori (compresa la divisa, le calzature, ecc.). Prevenzione delle infezioni occupazionali e dei rischi individuali derivanti dal contesto lavorativo.

11) Attività domestico-alberghiere:
teoria: ore 15;
esercitazioni: ore 5;
verifiche: ore 5.

Contenuti formativi:
a) arredo attrezzature dell’unità di degenza. Letto semplice e letto articolato: caratteristiche ed accessori. Pulizia dell’unità di degenza;
b) rifacimento del letto vuoto;
c) rifacimento del letto occupato in collaborazione con l’infermiere professionale. Cambio, raccolta, trasporto e cernita della biancheria sporca, infetta, pulita, sterile.

12) Igiene della persona: teoria: ore 30; esercitazioni: ore 10; verifiche: ore 6.

Contenuti formativi:
a) modalità di esecuzione, in collaborazione con l’infermiere professionale, delle cure igieniche parziali e totali a persone autonome e non collaboranti. Pulizia e riordino del materiale utilizzato. Prevenzione delle alterazioni cutanee da decubito in persone con limitazioni della mobilità o allettate. Modalità per la vestizione e svestizione della persona;
b) elementi di fisiologia dell’eliminazione. Materiali biologici (urine, feci, vomito, espettorato): caratteri organolettici e loro significato. Modalità di raccolta e di invio di campioni di materiale biologico per analisi di laboratorio. Smaltimento dei materiali biologici. Modalità di aiuto nella eliminazione a persone non autosufficienti; utilizzazione e riordino di ausili.

13) Mobilità e trasporto della persona;
Trasporto dei materiali:
teoria: ore 30;
esercitazioni: ore 7;
verifiche: ore 9.

Contenuti formativi:
a) posizioni abituali, posizioni assunte o fatte assumere obbligatoriamente a fini di cura. Assunzione e mantenimento delle posture: ausili e tecniche. Modalità per alzare una persona dal letto, dalla carrozzella, dalla poltrona, dalla sedia. Trasporto e accompagnamento di persone autonome, con barella, in carrozzella. Trasporto della salma;
b) trasporto dei materiali: sistemi, modalità ed accorgimenti nel trasporto di farmaci, materiale biologico, sostanze pericolose, bombole di gas terapeutici. Ritiro e conservazione del materiale di fornitura economale, tecnica e sanitaria.

14) Alimentazione:
teoria: ore 20;
esercitazioni: ore 10;
verifiche: ore 5.

Contenuti formativi:
a) gli scopi dell’alimentazione e gli alimenti: il bisogno alimentare nelle varie età della vita. Educazione alimentare;
b) l’alimentazione dell’uomo sano e dell’uomo malato. Principali regimi dietetici;
c) l’igiene degli alimenti. Il trasporto degli alimenti. Approvvigionamento e conservazione degli alimenti. Principali tecniche di preparazione dei cibi. La distribuzione dei pasti: sistemi, modalità ed allestimento dei supporti ambientali. Preparazione della persona per il pasto. Ausili, modalità ed accorgimenti nel supporto all’assunzione dei pasti. L’igiene della persona dopo il pasto. Riordino dell’ambiente e pulizia degli ausili dopo il pasto.

15) Relazione/Comunicazione:
teoria: ore 25; esercitazioni: ore 8; verifiche: ore 5.

Contenuti formativi:
a) stato di salute: analisi del concetto di autonomia fisica, psichica e sociale;
b) alterazioni dello stato di salute e condizioni di dipendenza assistenziale;
c) la comunicazione verbale e non verbale. Il rapporto con il degente e con la sua famiglia;
d) il rapporto intra ed inter équipe. Il lavoro di gruppo;
e) l’etica comportamentale – La divisa ed il suo significato;
f) rapporti dell’operatore tecnico addetto all’assistenza con particolari tipi di utenza: pazienti in fase terminale (oncologici) o affetti da patologie “emarginanti” – tossicodipendenti, portatori di Aids o di turbe psichiche. Riposte emozionali e comportamentali al dolore e alla sofferenza da parte del paziente e dell’operatore.

16) Elementi di legislazione: teoria: ore 15; esercitazioni: -; verifiche: ore 6.

Contenuti formativi:
a) la Costituzione;
b) il Servizio sanitario nazionale: principi ed obiettivi della legge n. 833/1978 e successive modifiche;
c) l’Unità sanitaria locale: struttura, organizzazione e funzioni. I servizi sanitari: ospedale, dipartimento, unità operative, distretti e loro finalità;
d) doveri, responsabilità e diritti dell’operatore tecnico addetto all’assistenza. Il segreto d’ufficio;
e) cessazione del rapporto di impiego.

17) Nozioni di primo soccorso e pronto intervento:
teoria: ore 20;
esercitazioni: ore 10;
verifiche: ore 6.

Contenuti formativi:
a) primo soccorso: avvertenze e norme. Nozioni elementari per riconoscere le modificazioni delle funzioni vitali: dispensa, pallore, cianosi, sudorazione. Posizionamento e corretto tra- sporto del traumatizzato.

18) Prestazioni in ambiente extraospedaliero:
teoria: ore 30;
esercitazioni: ore 10;
verifica: ore 6.

Contenuti formativi:
a) day-hospital: definizione, indicazioni a tale tipo di trattamento, criteri per l’ammissione degli utenti. Personale assegnato ed operante in strutture a ciclo diurno. Mansioni dell’operatore tecnico addetto all’assistenza in strutture a ciclo diurno;
b) assistenza domiciliare: definizione, indicazioni al trattamento domiciliare. Tipologie di utenze trattabili a domicilio. Mansioni dell’operatore tecnico addetto all’assistenza in regime di assistenza domiciliare. Abilità richieste all’operatore nel trattamento di utenti a domicilio (abilità relazionali nei confronti dell’utente, della famiglia, degli operatori sanitari e sociali: capacità di individuare e segnalare situazioni a rischio per l’utente; capacità di valutare le proprie attività);
c) strutture protette (per handicappati o anziani). Case di riposo. Comunità-alloggio per tossicodipendenti, ecc..

SUPERAMENTO ED EVOLUZIONE DEL PROFILO OTA:
LA NASCITA DELL’OSS

Il profilo professionale dell’OSS è stato istituito il 22 Febbraio 2001 con Provvedimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano con l’intento di sostituire i precedenti profili dei vari operatori di supporto, sia dell’area sanitaria come l’OTA (Operatore tecnico addetto all’assistenza) che sociale, come l’OSA (Operatore Socio Assistenziale), l’ASA (Ausiliario socio-assistenziale) l’ADEST, (Assistente domiciliare e dei servizi tutelari), l’AADB (Addetto all’assistenza di base).

A causa dello scarso utilizzo dell’OTA nel corso degli anni, sia nei servizi domiciliari che in strutture di tipo socio-sanitario nonché per via delle sue mansioni prettamente alberghiere e utilizzabili in ambito sanitario, si è ritenuto opportuno istituire una figura di supporto ancora più qualificata nel campo dell’aiuto al Capo sala (Coordinatore infermieristico) e al personale infermieristico in turno.

Questo ha portato nel 2001 alla nascita dell’OSS (Operatore Socio Sanitario).

Inoltre, le principali motivazioni che hanno portato alla nascita dell’OSS sono le seguenti:

1. l’aumento della domanda sanitaria, causata da:
a) incremento della popolazione anziana e disabile;
b) necessità di erogare prestazioni sempre e costantemente più qualificate in considerazione dell’evoluzione scientifica e tecnologica;
2. la carenza di personale infermieristico;

3. lo sviluppo della professione infermieristica, anche grazie all’accesso alla formazione universitaria.

Approfondimenti

 

Per approfondimenti sul ruolo e compiti dell’OSS ti rimando agli articoli da me scritti sull’argomento, che potrai leggere cliccando sui seguenti link: https://www.simonepiga.it/blog/

Per approfondimenti sui requisiti di accesso ai corsi per OSS in Lombardia, ti consiglio di leggere il mio articolo, cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/blog/

Inoltre potrebbe interessarti anche il seguente articolo: “L’evoluzione delle diverse figure di supporto, dall’ausiliario portantino all’OTA, OSS e OSSS”, che potrai leggere cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/blog/

e anche il post dal titolo “Il reato di esercizio abusivo di una professione” che potrai leggere
cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/blog/

nonché il post dal titolo: “L’OSS e la legge Lorenzin” che trovi al seguente link:
https://www.simonepiga.it/blog/

 

Normativa di riferimento:

 

1. Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 384 del 28 novembre 1990 che ha istituito il profilo dell’OTA;

2. Decreto Ministeriale (D.M.) n. 295 del 26 luglio 1991 che regolava il percorso formativo dell’OTA;

3. Provvedimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 22 Febbraio 2001: Istituzione del profilo professionale dell’OSS;

4. Deliberazione di Giunta Regionale della Lombardia del 18 luglio 2007 n 8/5101 – “Regolamentazione dei percorsi OSS”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (B.U.R.L.) del 26 Luglio 2007.

 

CONCLUSIONI

Scrivere un articolo su tematiche molto complesse, nonostante l’attenzione posta e l’impegno profuso nel prepararlo non è per niente facile e può sfuggire qualcosa, oppure si trascura qualche argomento che merita di essere maggiormente approfondito.

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica: simo.piga@gmail.com

Non posso garantire di riuscire a risponderti o di risponderti in tempi brevi, ma terrò in grande considerazione la tua opinione.

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Grazie.

Dott. Simone Piga
WWW.SIMONEPIGA.IT