L’OSS: Evoluzione storico – normativa del profilo professionale e delle precedenti figure di supporto

 

EVOLUZIONE STORICO-NORMATIVA
DELLE FIGURE DI SUPPORTO IN AMBITO SANITARIO,
SOCIALE E SOCIO-SANITARIO

In questo articolo illustrerò l’evoluzione storico-normativa dei profili professionali delle figure di supporto preesistenti all’Operatore Socio Sanitario (OSS), per poi arrivare a parlare dell’OSS stesso.

Il profilo professionale dell’OSS è stato istituito il 22 Febbraio 2001 con Provvedimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano con l’intento di sostituire i precedenti profili dei vari operatori di supporto, sia dell’area sanitaria, come l’OTA (Operatore tecnico addetto all’assistenza) che sociale, come l’OSA (Operatore Socio Assistenziale), l’ASA (Ausiliario socio-assistenziale) l’ADEST, (Assistente domiciliare e dei servizi tutelari), l’AADB (Addetto all’assistenza di base).

Per ragioni di chiarezza e di comodità espositiva, suddividerò l’articolo in 2 parti.

PARTE I

EVOLUZIONE CRONOLOGICA E STORICO-NORMATIVA

DELLE FIGURE DI SUPPORTO IN AMBITO SANITARIO

Questa parte ci aiuterà a capire meglio, partendo dall’Ausiliario (Portantino) per poi  passare all’Ausiliario Socio Sanitario, all’Ausiliario Socio Sanitario Specializzato e all’Operatore Tecnico addetto all’assistenza (OTA), i motivi che hanno portato il legislatore a istituire in data 22 Febbraio 2001 la figura dell’OSS, e, successivamente nel 2003, la figura dell’OSSS (Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria).

Le succitate figure di supporto, tutte con ruolo tecnico, sono state sempre storicamente poste sotto il coordinamento del Capo sala (Coordinatore infermieristico) e degli infermieri in turno.

Vediamole nel dettaglio nelle tabelle sottostanti.

Ausiliario (Portantino)

Figura storicamente presente negli ospedali che è stata istituita con il D.P.R. (Decreto del Presidente della Repubblica) n. 128/69, al fine di svolgere mansioni esecutive semplici: principalmente pulizia ambienti – trasporto materiale – prestazioni manuali.

Ausiliario Socio Sanitario (ASS)

Figura istituita nel 1979.

Secondo il Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) di riferimento, l’ASS dovrà occuparsi di:

·         attività alberghiere (comprese le pulizie);

·         rispondere ai campanelli, portare pappagalli, padelle, rifare letti non occupati.

Ausiliario

Socio-Sanitario Specializzato (ASSS)

Tale profilo venne istituito con D.P.R. n. 348/83 – Decreto Ministeriale (DM) n. 1984.

Con un ulteriore corso di formazione della durata di 310 ore, articolato in 110 ore per la parte teorica, in 200 ore per la parte pratica, l’ASS diventa ASSS e gli vennero ampliate le competenze, potendo svolgere la sua attività sia nelle Unità Operative Semplici che Complesse.

L’ausiliario socio-sanitario specializzato assicura le pulizie negli ambienti di degenza ospedaliera, diurna e domiciliare, ivi comprese quelle del comodino e delle apparecchiature della testata del letto.

È responsabile della corretta esecuzione dei compiti che sono stati affidati dal caposala e/o dal personale infermieristico e prende parte alla programmazione degli interventi assistenziali per il degente.

Tale figura viene creata con il fine di sollevare     e/o alleggerire il personale infermieristico dallo svolgere diverse competenze assistenziali di base.

L’ASSS inoltre provvede:

·         a garantire attività alberghiera;

·         alla pulizia della stanza del paziente;

·         al trasporto degli infermi in barella ed in carrozzella ed al loro accompagnamento se deambulanti con difficoltà;

·         a collaborare con il personale infermieristico nella pulizia dell’ammalato allettato e nelle manovre di posizionamento nel letto.

 

Operatore Tecnico

addetto all’Assistenza (OTA)

Tale profilo venne istituito ai sensi dell’articolo 40, 3° comma del Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 384 del 28 novembre 1990, mentre il percorso formativo era invece regolato dal Decreto Ministeriale (D.M.) n. 295 del 26 luglio 1991.

Alla figura dell’OTA vennero attribuite, nei campi di attività dove può operare (principalmente in ambito ospedaliero), maggiori competenze in ambito igienico, alberghiero e assistenziale di base, in modo da razionalizzare in maniera più efficace ed efficiente le competenze e la professionalità del personale infermieristico.

L’OTA viene posto sotto il coordinamento del Capo sala o del personale infermieristico in turno.

 

Ai corsi per OTA di durata annuale e di 670 ore, articolate in 220 ore per la parte teorica, 70 ore per le esercitazioni pratiche, 60 ore per la verifica dell’apprendimento e 320 ore per il tirocinio guidato, potevano accedere le seguenti figure:

 

1.       gli ausiliari specializzati del contingente addetto ai servizi socio-assistenziali ovvero candidati “esterni” al sistema sanitario, previo superamento di un apposito corso annuale da svolgersi secondo modalità, requisiti di accesso, percentuali di ammissione per candidati interni ed esterni, stabiliti, nell’ambito della programmazione sanitaria, con decreto del Ministro della sanità;

2.       figure “interne”, vale a dire quanti in possesso dell’attestato di qualifica di ausiliario socio-sanitario specializzato nonché coloro che sono collocati nella posizione funzionale di ausiliario addetto ai servizi socio-assistenziali inserite all’interno del sistema sanitario, ai sensi del 2° comma dell’articolo 40 del citato decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 1990, n. 384.

 

A causa dello scarso utilizzo dell’OTA nel corso degli anni, sia nei servizi domiciliari che in strutture di tipo socio-sanitario nonché per via delle sue mansioni prettamente alberghiere e utilizzabili in ambito sanitario, si è ritenuto opportuno istituire una figura di supporto ancora più qualificata nel campo dell’aiuto al Capo sala e al personale infermieristico in turno.

Questo ha portato nel 2001 alla nascita dell’OSS.

Inoltre, le principali motivazioni che hanno portato alla nascita dell’OSS sono le seguenti:

1. l’incremento della domanda sanitaria, causata da:

a)      aumento della popolazione anziana e disabile;

b)      necessità di erogare prestazioni sempre e costantemente più qualificate in considerazione dell’evoluzione scientifica e tecnologica;

2. la carenza di personale infermieristico;

3. lo sviluppo della professione infermieristica, anche grazie all’accesso alla formazione universitaria.

 

La Nascita dell’OSS

 

Operatore Socio Sanitario (OSS)

Il profilo professionale dell’OSS è stato istituito il 22 Febbraio 2001 con Provvedimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano con l’intento di sostituire i precedenti profili dei vari operatori di supporto, sia dell’area sanitaria come l’OTA (Operatore tecnico addetto all’assistenza) che sociale, come l’OSA (Operatore Socio Assistenziale), l’ASA (Ausiliario socio-assistenziale) l’ADEST, (Assistente domiciliare e dei servizi tute­lari), l’AADB (Addetto all’assistenza di base).

L’OSS integra funzioni, mansioni e competenze delle precedentemente succitate figure professionali di supporto ed è una figura più completa rispetto alle stesse, in grado di svolgere interventi integrati di assistenza diretta alla persona e di supporto alle altre figure sanitarie.

Nello specifico, la figura dell’OSS è stata creata per aiutare in ambito lavorativo il coordinatore infermieristico e il personale infermieristico in turno, e, inoltre, in via generale si attiene alle attribuzioni del professionista sanitario o sociale di riferimento.

I corsi di formazione per OSS hanno durata annuale, per un numero di ore non inferiore a 1000 tra aula e tirocini.

Per accedere ai corsi di formazione per operatore socio sanitario, come si legge nell’art. 7 del Provvedimento Stato-Regioni del 22 Febbraio 2001 viene richiesto il diploma di scuola dell’obbligo ed il compimento del 17° anno di età alla data di iscrizione al corso.

Tuttavia, considerato che “la formazione dell’operatore socio sanitario è di competenza delle Regioni e delle Province autonome, che provvedono all’organizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche”, come sancito dall’articolo 2 del Provvedimento Stato-Regioni del 22 Febbraio 2001, in alcune regioni, ad esempio in Lombardia viene richiesto come requisito di accesso, tra l’altro, il diploma di maturità e il compimento del 18° anno di età (Per approfondimenti sui requisiti di accesso ai corsi per OSS in Lombardia, ti consiglio di leggere il mio articolo in merito, che pubblicherò successivamente).

Come previsto dall’allegato B del provvedimento del 22 Febbraio 2001, l’OSS, nell’ambito delle proprie competenze tecniche, in sostituzione e appoggio dei famigliari e su indicazione del Personale preposto (infermieri) é in grado di:

– aiutare per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso;

– aiutare nella preparazione alle prestazioni sanitarie;

– osservare, riconoscere e riferire alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare (pallore, sudorazione ecc.);

– attuare interventi di primo soccorso;

– effettuare piccole medicazioni o cambio delle stesse;

– controllare e assistere la somministrazione delle diete;

– provvedere al trasporto di utenti, anche allettati, in barella-carrozzella.

– collaborare alla composizione della salma e provvedere al suo trasferimento.

– utilizzare specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente, riducendo al massimo il rischio.

L’OSS può lavorare in ambito sanitario, socio-assistenziale e socio-sanitario, in strutture di tipo residenziale, semiresidenziale e in assistenza domiciliare, fornendo in particolare assistenza a persone che versano in condizioni di fragilità come anziani, diversamente abili, minori, terminali, cronici.

 

L’Operatore Socio-Sanitario con formazione

complementare in assistenza sanitaria

(OSSS)

Operatore

Socio-Sanitario con formazione

complementare

in assistenza sanitaria

(OSSS)

Con accordo raggiunto dalla Conferenza permanente del 16 Gennaio 2003, tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, è stata disciplinata la formazione complementare in assistenza sanitaria della figura professionale dell’operatore socio-sanitario.

L’accordo venne sottoscritto al fine di permettere a coloro che sono già in possesso di un attestato di OSS, al termine di apposita e ulteriore formazione complementare, di collaborare con l’infermiere o con l’ostetrica in alcune attività assistenziali, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la supervisione della stessa.

Pertanto, per far fronte alle crescenti esigenze di assistenza sanitaria nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche e private, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono provvedere alla organizzazione di moduli di formazione complementare di assistenza sanitaria, per un numero di ore non inferiore a 300, di cui la metà di tirocinio, riservati agli operatori socio-sanitari in possesso dell’attestato di qualifica.

Questo significa che i corsi potranno essere organizzati dalle ASL e Aziende Ospedaliere o dalle scuole pubbliche e private, solo nelle regioni (e/o province autonome) che con proprio atto normativo recepiscono l’accordo della Conferenza Stato-Regioni del 2003 e che provvedono a disciplinare le modalità di svolgimento dei corsi.

Gli operatori socio-sanitari che hanno seguito con profitto il modulo di formazione complementare ed hanno superato l’esame teorico-pratico finale, ricevono uno specifico attestato di “Operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria” che consente all’operatore di collaborare con l’infermiere o con l’ostetrica e di svolgere alcune attività assistenziali, indicate nell’allegato A, parte integrante del presente accordo, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione.

Elenco delle principali attività previste per l’operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria

 

Come disposto dall’allegato A, quale parte integrante dell’accordo del 16 Gennaio del 2003 sottoscritto dalla Conferenza Stato-Regioni e province autonome di Trento e Bolzano, l’Operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria è in grado di eseguire:

–   la somministrazione, per via naturale, della terapia prescritta, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;

–   la terapia intramuscolare e sottocutanea su specifica pianificazione infermieristica,         conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;

–   i bagni terapeutici, impacchi medicali e frizioni;

–   la rilevazione e l’annotazione di alcuni parametri vitali (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura) del paziente;

–   la raccolta di escrezioni e secrezioni a scopo diagnostico;

–   le medicazioni semplici e bendaggi;

–   i clisteri;

–   la mobilizzazione dei pazienti non autosufficienti per la prevenzione di decubiti e alterazioni cutanee;

–   la respirazione artificiale, massaggio cardiaco esterno;

–   la cura e il lavaggio e preparazione del materiale per la sterilizzazione;

–   l’attuazione e il mantenimento dell’igiene della persona;

–   la pulizia, disinfezione e sterilizzazione delle apparecchiature, delle attrezzature sanitarie e dei dispositivi medici;

–   la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti differenziati;

–   il trasporto del materiale biologico ai fini diagnostici;

–   la somministrazione dei pasti e delle diete;

–   la    sorveglianza      delle     fleboclisi, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione.

 

PARTE II

EVOLUZIONE CRONOLOGICA E STORICO -NORMATIVA

DELLE FIGURE DI SUPPORTO

IN AMBITO SOCIALE E SOCIO-SANITARIO

 

In ambito sociale e socio-sanitario la figura dell’OSS è stata istituita per sostituire figure di supporto come l’OSA (Operatore Socio Assistenziale), l’ASA (Ausiliario socio-assistenziale) l’ADEST, (Assistente domiciliare e dei servizi tute­lari), l’AADB (Addetto all’assistenza di base).

La durata del corso varia da operatore a operatore ma le loro competenze sono molto simili e spesso sovrapponibili.

In estrema sintesi e in via generale, seppure con sottili distingui e con compiti molto spesso sovrapponibili, si può asserire che i suddetti operatori svolgono prestazioni igienico-sanitarie di semplice attuazione, non infermieristiche e non specialistiche.

Inoltre svolgono attività indirizzate a mantenere e/o recuperare il benessere psico-fisico della persona nel suo ambiente di vita, con aiuti di tipo domestico e alberghiero finalizzati a ridurne i rischi di isolamento e di emarginazione, assistendola in tutte le attività della vita quotidiana ed aiutandola nell’espletamento delle sue funzioni personali essenziali.

Lavorano sia al domicilio, in forma autonoma o alle dipendenze dirette dell’assistito o per conto di organizzazioni pubbliche, ma molto più spesso private, che garantiscono il SAD (Servizio di assistenza domiciliare) del Comune o l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) dell’ASL. In tali casi possono spesso trovarsi a lavorare a stretto contatto con le famiglie e con la rete dei servizi territoriali, in particolare con gli assistenti sociali comunali, i medici di base, le associazioni di volontariato, tutori e amministratori di sostegno.

Vengono anche impiegati in strutture per anziani e disabili, sia residenziali che semi-residenziali, di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario ma non in ambito ospedaliero e sanitario, dove è necessario il possesso dell’attestato di Operatore Socio Sanitario (OSS).

 

LA FIGURA DELL’ASA IN REGIONE

LOMBARDIA

Ausiliario Socio Assistenziale

(ASA)

 

 

La figura dell’ASA, presente solo in Regione Lombardia, è stata istituita con la deliberazione del Consiglio Regionale Lombardo n° 4/1267 del 28.02.1989.

Regione Lombardia ha in seguito approvato la Deliberazione di Giunta Regionale (D.G.R.) n° 8/7693 – Seduta del 24 Luglio 2008, quale atto normativo che regola attualmente il Profilo dell’ ASA, stabilendo in 800 ore la durata del percorso formativo (350 ore di teoria, 100 ore di esercitazioni, 350 ore di tirocinio), andando così a sostituire e abrogare ogni precedente atto in materia.

L’Ausiliario Socio Assistenziale è un operatore di interesse socio-assistenziale che, conseguito l’attestato di competenze al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzate a mantenere e/o recuperare il benessere psico-fisico della persona e a ridurne i rischi di isolamento e di emarginazione, assistendola in tutte le attività della vita quotidiana ed aiutandola nell’espletamento delle sue funzioni personali essenziali.

L’ASA fornisce prestazioni attraverso attività integrate relative a:

–         assistenza diretta alla persona;

–         aiuto nella vita di relazione;

–         igiene e cura dell’ambiente;

–         igiene e pulizia personale;

–         preparazione dei pasti e aiuto alle funzioni di alimentazione;

–         prestazioni igienico-sanitaria di semplice attuazione, non infermieristiche e non specialistiche;

–         svolgimento di piccole commissioni e semplici pratiche burocratiche;

–         gestione delle relazioni con i servizi pubblici, con la rete dei rapporti informali, con il territorio;

–         comunicazione delle informazioni relative alle problematiche e richieste sollevate dall’utenza e/o dalle loro famiglie.

Agisce in base alle competenze acquisite ed in applicazione dei piani di lavoro e dei protocolli operativi predisposti dal personale sanitario e sociale responsabile del processo assistenziale.

 SETTORI DI ATTIVITÀ DELL’ASA

L’ASA può prestare prevalentemente la propria attività in:

Servizi di assistenza domiciliare:

– presso organizzazioni esterne (tra queste le cooperative, associazioni di volontariato) accreditate con il Comune;

– presso organizzazioni esterne accreditate con l’ATS (Agenzia per la tutela della salute) che in Lombardia sostituisce l’ASL) che svolgono assistenza domiciliare integrata (ADI);

– alle dipendenze dirette della persona da assistere.

 

E inoltre può lavorare presso:

 

Strutture per Anziani:

CDI (Centri Diurni Integrati); RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali); Nuclei Alzheimer; IDR (Istituti di riabilitazione);

Strutture per Disabili:

CDD (Centri Diurni per persone con disabilità); RSD     (Residenze Sanitarie Assistenziali per persone disabili); CSS (Comunità alloggio sociosanitarie per persone disabili); IDR (Istituti di riabilitazione);

Strutture residenziali per pazienti terminali:

hospice

N.B. L’ASA non può svolgere la propria attività presso strutture ospedaliere dove è necessario il possesso dell’attestato di Operatore Socio Sanitario (OSS).

PERCORSI DIDATTICI DI RIQUALIFICA DA ASA IN OSS

Le persone in possesso di un titolo ASA conseguito in Regione Lombardia, sia attraverso i percorsi previsti dalla precedente normativa sia a seguito di certificazione rilasciata ai sensi del presente provvedimento, possono accedere a percorsi di formazione della durata di 400 ore per la riqualificazione in OSS (Operatore Socio Sanitario), una figura con incarichi maggiormente complessi.

All’interno dei percorsi formativi dovrà essere garantita l’attivazione di moduli teorici, attività di tirocinio ed esercitazioni articolati nella seguente misura:

–         180 ore di teoria;

–         180 ore di tirocinio;

–         40 ore esercitazioni.

Va infine precisato che seppure l’OSS sia stato istituito anche con l’intento di sostituire tale figura, in Regione Lombardia vengono tutt’ora organizzati i corsi per ASA.

Normativa di riferimento:

– Provvedimento del 22 Febbraio 2001 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano

– D.P.R. (Decreto del Presidente della Repubblica) n. 128/69

– D.P.R. n. 348/83 – Decreto Ministeriale (DM) n. 1984

– D.P.R. n. 384 del 28 novembre 1990

– D.M. n. 295 del 26 luglio 1991

– Atto della Conferenza permanente del 16 Gennaio 2003, tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano

– Deliberazione del Consiglio Regionale Lombardo n° 4/1267 del 28.02.1989, istitutiva della figura dell’ASA

– Deliberazione di Giunta Regionale (D.G.R.) Lombardia n° 8/7693 – Seduta del 24 Luglio 2008, recante modifiche al profilo ASA.

 

PROSSIMI ARTICOLI

Tornate a trovarmi sul blog: sarete i benvenuti. Nei due prossimi articoli parlerò, nel primo dell’istituzione del profilo dell’OSS, e nel secondo delle diverse competenze dell’OSS da Regione a Regione (soffermandomi in particolare del profilo dell’OSS in Lombardia), in alcuni casi molto importanti e sostanziali, nelle prestazioni che possono erogare a supporto del personale infermieristico, sperando di poter fornire un piccolo contributo perl fare chiarezza sull’argomento.

CONCLUSIONI

Scrivere un articolo su tematiche molto complesse, nonostante l’attenzione posta e l’impegno profuso nel prepararlo non è per niente facile e può sfuggire qualcosa, oppure si trascura qualche argomento che merita di essere maggiormente approfondito. 

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica:       simo.piga@gmail.com

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Grazie.

Dott. Simone Piga 

WWW.SIMONEPIGA.IT