L’OSS. Le competenze dell’OSS in Lombardia

Le competenze dell'Operatore Socio Sanitario in Lombardia
Le competenze dell'Operatore Socio Sanitario in Lombardia

L’OSS. Le competenze

dell’Operatore Socio Sanitario

in Lombardia

Il Provvedimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 22 Febbraio 2001, che ha istituito il profilo dell’Operatore Socio Sanitario (OSS), all’articolo 2 stabilisce che: “La formazione dell’operatore socio sanitario è di competenza delle Regioni e Province autonome, che provvedono all’organizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche, nel rispetto delle disposizioni del medesimo decreto”.

Questo significa che ciascuna Regione, e così anche le Province Autonome stabiliscono propri requisiti di accesso ai corsi per OSS.

In alcune regioni l’accesso ai corsi è a numero chiuso e programmato: questo significa che per potersi iscrivere al corso è necessario superare una selezione e collocarsi in posizione utile nella graduatoria finale mentre in altre Regioni (tra queste la Lombardia) è ad accesso libero e non programmato (ovviamente sostenendo i relativi costi di iscrizione).

In alcune regioni viene richiesto come requisito di accesso il diploma di maturità (ad esempio in Lombardia, salvo le eccezioni che verranno evidenziate in seguito) e in altre è sufficiente la sola licenza media.

Inoltre, vi sono differenze tra Regioni nelle competenze che devono possedere gli OSS a fine corso.

Ciò ha portato in alcuni casi a significative differenze da Regione a Regione,   in alcuni casi molto importanti e sostanziali, nelle prestazioni che possono erogare gli OSS a supporto del personale sanitario, nello specifico quello infermieristico.

È pertanto auspicabile un intervento mirato e tempestivo del legislatore nazionale o in sede di Conferenza Stato-Regioni al fine di uniformare il profilo dell’OSS, abrogando le differenze ora esistenti tra le diverse Regioni.

Per quanto riguarda la Regione Lombardia, và subito detto che essa ha recepito quanto disposto dalla conferenza permanente del 22 Febbraio 2001 e provveduto a disciplinare il percorso didattico e formativo per diventare OSS, una prima volta con la Deliberazione di Giunta Regionale (D.G.R.) del 6 luglio 2001- n 7/5428.

Tra i requisiti di accesso ai corsi OSS in Lombardia, previsti da tale D.G.R. vi erano:

– il possesso del diploma di scuola dell’obbligo (licenza media inferiore);

– il compimento del 17° anno di età alla data di iscrizione al corso.

La Regione Lombardia ha poi nel tempo emanato successivi atti integrativi che hanno trovato, nella Deliberazione di Giunta Regionale del 18 luglio 2007 n 8/5101 – “Regolamentazione dei percorsi OSS”, la norma che sostituisce e abroga ogni precedente atto in materia.

Tale deliberazione è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (B.U.R.L.) del 26 Luglio 2007.

Oggi pertanto, il percorso didattico e formativo dell’OSS in Regione Lombardia sono regolati dalla DGR n 8/5101 del 18 luglio 2007 che ha abrogato e quindi completamente sostituito la precedente DGR del 6 luglio 2001 – n 7/5428.

La DGR n 8/5101

del 18 luglio 2007

 

La DGR n 8/5101 del 18 luglio 2007 ha stabilito di modificare i requisiti relativi alla frequenza degli allievi ai corsi OSS, che ora sono:

  1. aver compiuto il 18° anno di età alla data di iscrizione al corso;
  2. possesso, in alternativa di uno dei seguenti titoli:
  3. a) diploma di scuola secondaria di secondo grado o qualifica di durata almeno triennale ai sensi dell”articolo 1 comma 3 del Decreto Legislativo 76/2005;
  4. b) qualifica professionale rilasciata al termine di percorsi biennali di prima formazione ai sensi della legge regionale 95/80;
  5. c) qualifica di Ausiliario Socio Assistenziale (ASA) o di Operatore Tecnico dell’Assistenza (OTA).
  6. certificazione di idoneità alla mansione rilasciato dal medico competente ai sensi degli articoli 16 e 17 del Decreto Legislativo 626 del 1994 (oggi integrato e sostituito dal decreto legislativo 81 del 2008).
  7. per gli stranieri:
  8. a) oltre a quanto previsto ai punti 1), 2), 3) è richiesta la dichiarazione di valore con traduzione asseverata del titolo conseguito nel paese d’origine e rilasciata dall’ambasciata di appartenenza;
  9. b) capacità di espressione orale e scritta della lingua italiana che consenta di partecipare attivamente al percorso formativo e capirne i contenuti.   Tale conoscenza deve essere valutata attraverso un test di ingresso da conservare agli atti presso l’ente di formazione.

 

Sintesi commentata del profilo professionale dell’OSS in Regione Lombardia

(Estratto dalla DGR Lombardia n 8/5101 del 18 luglio 2007

Regolamentazione dei percorsi OSS”)

 

La D.G.R. n 8/5101 del 18 luglio 2007 è divisa in due allegati, (A e B).

L’allegato A recita testualmente:

“L’Operatore Socio Sanitario è un operatore di interesse sanitario che, a seguito dell’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, svolge attività  indirizzate a  soddisfare  i  bisogni  primari  della  persona  in  un  contesto  sia sociale che sanitario e a favorire il benessere e l’autonomia della persona. Tale attività è svolta sia nel settore sociale che in quello sanitario, in  servizi di tipo socio-assistenziale  e socio-sanitario, in ambito ospedaliero, residenziale e domiciliare”.

Commento e spiegazione

L’OSS può lavorare nei seguenti contesti:

– in ambito sanitario: ad esempio presso ospedali pubblici e privati;

– in ambito sociale e in servizi di tipo socio-assistenziale: ad esempio l’assistenza domiciliare del Comune dove presta servizio presso le organizzazioni esterne pattanti, come cooperative, associazioni di volontariato, società, con le quali il Comune ha sottoscritto un patto di accreditamento o che hanno in appalto il servizio del Comune;

– in ambito socio-sanitario: come la Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) rivolta ad anziani non autosufficienti.

La RSA è socio-sanitaria perché eroga prestazioni sanitarie integrate con prestazioni socio-assistenziali, educative e di animazione.

Sono prestazioni sanitarie quelle garantite da medici, infermieri e fisioterapisti.

Sono socio-asssitenziali le prestazioni garantite dal personale di supporto (ASA/OSS).

Sono educative e di animazione le prestazioni garantite da educatori e animatori.

 

L’OSS inoltre svolge la propria attività in servizi di tipo:

 

  1. Residenziale, tra questi la RSA che ospita anziani non autosufficienti 24 ore su 24, per brevi e lunghi periodi.
  2. Semi-residenziale, tra questi il Centro Diurno Integrato (CDI) frequentato dal mattino alla sera da anziani non autosufficienti;
  3. presso il domicilio dell’assistito, nei servizi di assistenza domiciliare del Comune che garantisce il servizio attraverso organizzazioni esterne accreditate e dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST), (ex Azienda ospedaliera) che assicura il servizio tramite organizzazioni esterne accreditate con l’Agenzia di Tutela della Salute (ATS), (Ex ASL).

A quest’ultimo proposito va ricordato che seppure istituite con legge nazionale, le ASL e le AO sono poste sotto il controllo di ciascuna Regione che può modificarne il nome e il bacino d’utenza come avvenuto appunto in Lombardia dove le ASL sono state sostituite dalle ATS e le AO dalle ASST.

L’OSS agisce in base alle competenze acquisite ed in applicazione dei piani di lavoro e dei protocolli operativi predisposti dal personale sanitario e sociale preposto, responsabile del processo assistenziale.

L’OSS è un operatore di supporto che opera in base a criteri di bassa discrezionalità (significa che ha un basso potere decisionale) e alta riproducibilità (significa che ripete costantemente nel tempo sempre gli stessi compiti che gli vengono affidati, in modo standardizzato e routinario).

Ancora, la DGR n 8/5101 del 18 luglio 2007 stabilisce che: “Negli ambiti delle attività e delle competenze individuate, l’operatore socio-sanitario:

– OPERA in quanto agisce in autonomia rispetto a precisi e circoscritti interventi;

 – COOPERA in quanto svolge solo parte delle attività alle quali concorre con altri professionisti (infermieri, terapisti della riabilitazione, dietologi, educatori, ecc.)

 – COLLABORA in quanto svolge attività su precise indicazioni dei professionisti (infermieri, terapisti della riabilitazione, dietologi, educatori professionali, ecc.).

 Competenze richieste

all’OSS in Lombardia

Le competenze dell’OSS sono definite nell’allegato B contenuto nell’Accordo Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 22 febbraio 2001 e vengono distinte in competenze tecniche e relazionali. Tuttavia possono esserci differenze tra una regione e un’altra.

In Lombardia, in base alla DGR n 8/5101 del 18 luglio 2007, “Regolamentazione dei percorsi OSS” l’OSS deve possedere al termine del percorso formativo le seguenti competenze tecniche: 

  • – assistenza diretta alla persona: soddisfacimento dei bisogni primari; promozione e mantenimento del   benessere psicofisico; aiuto nelle funzioni di deambulazione, utilizzo corretto dei presidi, mantenimento delle residue capacità psicofisiche e aiuto nell’espletamento delle funzioni fisiologiche;
  • collaborazione (ricordo che il termine collaborazione utilizzato dalla regione Lombardia con la DGR 8/5101 del 2007, indica il fatto che queste attività l’OSS le può svolgere su indicazione e con la supervisione dell’infermiere) con il personale in semplici attività di supporto diagnostico e terapeutico, interventi di primo soccorso, verifica dei parametri vitali, somministrazione delle terapie e medicazioni semplici (si rammenta che queste attività l’OSS le può svolgere su indicazione e con la supervisione dell’infermiere)
  • – interventi di aiuto domestico ed alberghiero finalizzati all’igiene e al comfort dell’ambiente;
  • – informazioni sui servizi del territorio e cura del disbrigo di pratiche burocratiche anche accompagnando l’utente per l’accesso ai servizi.

 

Inoltre, sempre come richiamato nella DGR Lombardia n 8/5101 del 18 luglio 2007 su indicazione e con la supervisione del personale infermieristico, l’OSS:

Sa collaborare nelle attività terapeutiche anche attraverso l’utilizzo di apparecchiature medicali di semplice uso:

– alla somministrazione della terapia per via enterale (comprese supposte, microclisma che non implichino l’utilizzo di sonde);

– alla somministrazione di farmaci tramite aerosol;

– alla somministrazione di gocce oftalmiche ed auricolari;

– alla applicazione di pomate e di farmaci transdermici;

– al cambio di medicazioni semplici.

Inoltre, l’OSS:

Sa collaborare agli interventi di primo soccorso (in caso di malore improvviso con perdita di coscienza, persona traumatizzata, ecc.) ed attiva l’intervento del personale sanitario.

Sa collaborare per la sorveglianza della terapia infusiva riferendo eventuali segni di travaso o segnalando la necessità di sostituzione dei flaconi (collabora).

Sa utilizzare tecniche di osservazione di segni e sintomi di variazione delle condizioni fisiche dell’utente e l’insorgenza di situazioni di rischio.

Sa utilizzare tecniche per la cura della salma (collabora)

Sa utilizzare apparecchiature BLSD (collabora).

Si occupa della verifica dei parametri vitali e uso del reflettometro per la determinazione dei livelli di glicemia (opera).

 Esame finale

e rilascio dell’attestato

Elemento determinante per il conseguimento dell’attestato è il positivo superamento dell’esame finale, da sostenere innanzi a una Commissione nominata dalla Regione, il cui fine è la verifica del conseguimento di tutte le competenze previste dal profilo formativo.

Il titolo rilasciato

Il titolo legale di OSS è valido in tutta Italia.

 

Riassumendo

Molti dei compiti prima elencati, in altre Regioni d’Italia potrebbero essere vietati perché ritenuti invasivi e pertanto di esclusiva pertinenza infermieristica.

Si consiglia pertanto, in base alla regione in cui si lavora di studiare e prendere visione della normativa regionale di riferimento per non incorrere nel reato di esercizio abusivo di una professione.

A questo proposito vi consiglio di prendere visione dei seguenti articoli da me scritti dal titolo: 

  1. “Il reato di esercizio abusivo di una professione” che puoi trovare con un clic al seguente link:  https://www.simonepiga.it/il-reato-di-esercizio-abusivo-di-una-professione/

 

  1. “L’OSS e la legge Lorenzin” che puoi trovare con un clic al seguente link: https://www.simonepiga.it/loss-e-la-legge-lorenzin/

 

Per paradosso, può infatti capitare che un OSS lavori con due contratti part-time in due diverse regioni, ad esempio confinanti o che un OSS che prima lavorava in una regione si sposti poi a lavorare in un’altra regione.

In sostanza, l’OSS, oltre alle attività e competenze descritte nell’accordo istitutivo del 22 Febbraio 2001, può svolgere altri compiti ulteriori autorizzati dalla normativa regionale che può variare da Regione a Regione.

Questo esclude la possibilità per gli OSS di avere un unico profilo professionale su tutto il territorio Nazionale; infatti, come più volte riportato, attualmente spetta alla singola Regione stabilire i requisiti di accesso ai corsi OSS e le relative competenze.

Di fatto, pertanto, le competenze degli OSS variano da Regione a Regione.

Molto probabilmente infatti, quella dell’OSS è una delle poche professioni, se non l’unica, ad avere il profilo professionale che cambia da Regione a Regione.

È questa una anomalia da sanare quanto prima.

Spetta pertanto agli OSS prendere le relative iniziative e lavorare con dedizione e costanza per convincere il legislatore e spingerlo ad approvare norme per superare le suddette differenze.

Infine, tengo a ricordare e sottolineare che l’OSS allo stato attuale fa ancora parte dell’area tecnica e che era obiettivo della legge Lorenzin (legge 3 del 2018, di cui ho parlato in un precedente post su questo blog), https://www.simonepiga.it/loss-e-la-legge-lorenzin/

quello di applicare l’articolo 3 octies del Decreto legislativo n. 502 del 1992 che cita l’area socio sanitaria, ma di fatto, l’OSS, come previsto all’art. 1 comma 2 della legge n.43 del 2006 è un operatore di interesse sanitario (non un sanitario, vale a dire un laureato presso la Facoltà di medicina e chirurgia come un medico, un infermiere o altri professionisti e neppure afferente all’area delle professioni socio-sanitarie che non è stata ancora attuata a causa dell’assenza dei decreti attuativi della legge Lorenzin).

Questa è pertanto, a parer mio, un’altra conquista auspicabile e da raggiungere per gli OSS.

PROSSIMI ARTICOLI

Tornate a trovarmi sul blog: sarete i benvenuti. Nei prossimi giorni infatti pubblicherò altri articoli.

Normativa di riferimento:

Per favorire la migliore comprensione e per approfondimenti sull’argomento, si consiglia di prendere visione:

 

  1. Del Provvedimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 22 Febbraio 2001 che istituisce la figura dell’OSS;
  2. della Deliberazione di Giunta Regionale della Lombardia del 18 luglio 2007 n 8/5101 – “Regolamentazione dei percorsi OSS”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (B.U.R.L.) del 26 Luglio 2007.

 

CONCLUSIONI

Scrivere un articolo su tematiche molto complesse, nonostante l’attenzione posta e l’impegno profuso nel prepararlo non è per niente facile e può sfuggire qualcosa, oppure si trascura qualche argomento che merita di essere maggiormente approfondito. 

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica:     simo.piga@gmail.com

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Grazie.

Dott. Simone Piga

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