L’OSS negli Hospice della Lombardia. La rete delle cure palliative

La rete delle cure palliative in Lombardia

La terapia del dolore
Le cure palliative

Con la Deliberazione di Giunta Regionale n. X/5918 del 28 Novembre 2016 dal titolo “Disposizioni in merito alla evoluzione del modello organizzativo della rete delle cure palliative in Lombardia: integrazione dei modelli organizzativi sanitario e sociosanitario

e con la Deliberazione di Giunta Regionale n. X/6691 del 6 Giugno 2017, intitolata “Ulteriori disposizioni in merito al modello organizzativo della Rete delle cure palliative e della Rete di Terapia del dolore in Lombardia”, Regione Lombardia ha dato seguito all’evoluzione della normativa nazionale,

partendo dalla Legge n. 38 del 15 Marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” al fine di diffondere e applicare sul territorio regionale i principi di tale legge, che “tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore”.

Le due citate deliberazioni definiscono il modello organizzativo della Rete delle Cure Palliative, nell’ambito dell’evoluzione del servizio sociosanitario regionale avviato con la l.r. 23/15 e in accordo con la delibera di Giunta regionale n. IX/4610/2012 “Determinazioni in ordine alla Rete di Cure Palliative e alla Rete di Terapia del Dolore in Regione Lombardia in applicazione della legge 38 del 15 marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle Cure Palliative e alla terapia del dolore”.

Nello specifico, il coordinamento della Rete delle Cure Palliative in Lombardia si struttura su due livelli, uno regionale, di cui si parlerà in seguito e uno locale.

La Rete assistenziale locale

per le Cure Palliative in Lombardia

È articolata nelle seguenti tipologie:

  • residenzialepresso strutture dedicate (“Hospice”);
  • domiciliare(UCP-Dom) – di base e specialistiche presso il domicilio della persona tramite l’assistenza da parte di equipe accreditate per le Cure Palliative Domiciliari;
  • day hospital(day hospice) per l’assistenza a ciclo diurno presso le strutture accreditate per tale livello di assistenza;
  • specialistica ambulatorialepresso le strutture accreditate per tale livello di assistenza.

Con riferimento al modello di classificazione della cronicità di cui alla DGR n. X/4662/2015, la Rete di Cure Palliative si rivolge alla persona affetta da malattie croniche complesse: “ … rappresentano l’ultima fase evolutiva della malattia, nella quale confluiscono varie condizioni morbose che, pur provenendo da branche specialistiche diverse, sono assimilabili tra loro in termini di bisogni assistenziali e di cura, essendo caratterizzate dalla necessità di forte integrazione tra area sanitaria e sociosanitaria”.

Le cure palliative, pertanto, si rivolgono, con intensità differenziata, a persone in fase avanzata di malattia oncologica e non oncologica.

 Modalità di presa in carico del paziente

da parte della Rete Locale di Cure Palliative (RLCP)

e definizione del percorso terapeutico appropriato

La Rete Locale di Cure Palliative è l’insieme funzionale delle organizzazioni erogative e degli organismi di volontariato coinvolti nel percorso assistenziale di Cure Palliative e che operano nel territorio di una o più ASST.

Per il coordinamento della RLCP, ciascuna ATS (Agenzia per la Tutela della Salute) che in Lombardia sostituiscono le ASL, in collaborazione con le ASST (Aziende Socio Sanitarie Territoriali) che in Lombardia sostituiscono le Aziende Ospedaliere, individua uno o più Dipartimenti Aziendali o Interaziendali di Cure Palliative in relazione al bacino di utenza e alle peculiarità geografiche; per quanto concerne i Dipartimenti Interaziendali di Cure Palliative viene identificata la ASST capofila.

Per prima cosa, in presenza dei requisiti necessari il paziente deve essere segnalato alla Rete locale di cure palliative.

La segnalazione può avvenire:

  1. a seguito di una dimissione protetta dalla struttura di ricovero, su valutazione del medico palliativista della struttura stessa;
  2. proposta di un medico specialista;
  3. proposta del medico di famiglia o pediatra;
  4. accesso diretto da parte del paziente o del caregiver;
  5. su segnalazione dei servizi sociali comunali.

L’accesso alla Rete di offerta locale può avvenire presso ciascuno dei Soggetti Erogatori accreditati, pubblici o privati e a contratto con la Regione.

A questo punto il paziente, nel rispetto della sua libertà di autodeterminazione e nel rispetto del regime di parità tra i soggetti accreditati sceglie liberamente da chi essere curato, optando per uno dei Soggetti Erogatori accreditati e a contratto e che fanno parte della rete, ad esempio un Hospice o una UCP-Dom (Unità di cure palliative domiciliari).

Il soggetto erogatore liberamente scelto concorda un colloquio che di norma viene effettuato presso la sede della struttura residenziale/UCPDom accreditata, con i familiari e, qualora ritenuto possibile con il malato, al fine di effettuare la valutazione multidimensionale dei bisogni, sulla base di strumenti adottati dalla Regione.

Alla valutazione iniziale segue la presa in carico nel setting più appropriato.

Il soggetto erogatore accompagna la persona malata in un percorso di cura tempestivo e integrato.

Al fine di garantire la continuità assistenziale e l’unitarietà dei percorsi, è necessario che i Soggetti erogatori accreditati siano in grado di avviare la presa in carico della persona malata in tutti e quattro i livelli assistenziali (residenziale, domiciliare, ambulatoriale, Day-Hospital). Ciò può avvenire sia attraverso la gestione diretta da parte di ciascun Soggetto erogatore di servizi accreditati sui quattro livelli, che attraverso accordi formali tra differenti soggetti erogatori pubblici e/o privati accreditati.

Nello specifico, l’eventuale avvio del percorso assistenziale prevede:

  1. la condivisione da parte del nucleo familiare, in particolare dal caregiver e, quando possibile, del malato, in base al livello di conoscenza e consapevolezza della diagnosi e prognosi di malattia
  2. l’individuazione all’interno dell’equipe, del personale sanitario (Referente clinico medico e infermiere) di riferimento per ogni paziente al fine di garantire la continuità del rapporto con l’assistito e la famiglia;
  3. Prima visita/accesso dell’equipe al domicilio per la validazione dell’avvio del percorso e Valutazione multidimensionale (VMD), in capo ai soggetti erogatori o al medico palliativista dell’ospedale, in grado di definire i bisogni globali della persona e della famiglia/il livello di gravità e di progressione della malattia sulla base di criteri generali e specifici per patologia, attraverso strumenti validati adottati a livello della Rete Regionale
  4. Definizione di un “Piano di assistenza individuale” (PAI), da parte del medico palliativista (referente clinico) in condivisione con l’équipe multidisciplinare e multiprofessionale, sulla base della valutazione multidimensionale.
  5. Su segnalazione da parte dell’equipe, lo psicologo garantisce, in base alla lettura del bisogno, un servizio di supporto al lutto per i familiari per un periodo limitato, con eventuale successivo affidamento ai servizi territoriali.

Le Cure Palliative possono essere erogate nei seguenti modi:

  • ASSISTENZA OSPEDALIERA

Nell’ambito dell’assistenza ospedaliera, le Cure Palliative sono garantite per tutti i malati in funzione dei bisogni e in integrazione con i percorsi di cura delle malattie croniche evolutive in fase avanzata.

Le Cure Palliative in ospedale, nell’ambito della Rete di Cure Palliative, comprendono:

  1. Consulenza palliativa
  2. Day Hospital/Day Hospice
  3. Assistenza ambulatoriale e/o MAC
  4. Hospice, ove presente (si rinvia alla parte descritta in precedenza)

Tali attività devono essere garantite dall’ospedale, anche avvalendosi delle strutture accreditate (hospice e UCP-Dom) della Rete Locale di Cure Palliative.

 Consulenza Palliativa

La consulenza palliativa medico specialistica, in tutti i regimi di assistenza delle diverse unità operative ospedaliere è finalizzata a garantire l’ottimale controllo dei sintomi, l’ottimizzazione dei percorsi diagnosticoterapeutici, l’individuazione del percorso e del setting di presa in carico più appropriato, una corretta comunicazione con il malato e con la famiglia, contribuendo ad assicurare la continuità assistenziale durante tutto il percorso di malattia e l’integrazione tra i diversi livelli assistenziali della Rete. Le consulenze medico specialistiche possono non essere contestuali.

 Tipologia delle prestazioni erogate:

 

Descrizione

 

Modalità di rilevazione
Valutazione

multidimensionale

Cure Palliative

 

Identificazione del bisogno di Cure Palliative attraverso la valutazione multidimensionale. Attività di raccolta dati, informazione, indirizzo e supporto, con la partecipazione di diverse figure professionali. Pianificazione del percorso di cura

nell’ambito della Rete di Cure Palliative

Consulenza medica di

Cure Palliative

 

Prestazioni di consulenza che vengono effettuate dal medico di Cure Palliative per pazienti con patologia oncologica e non oncologica, finalizzate alla:

§ valutazione del dolore e dei sintomi

§ programmazione della terapia specifica

§ progettazione di piani terapeutici individualizzati e attivazione della Rete di Cure Palliative

In funzione di specifici bisogni è possibile ricorrere alla attivazione delle altre figure professionali dell’equipe di Cure Palliative.

Day-Hospital/Day Hospice

L’ospedalizzazione in regime diurno, in coerenza con la normativa regionale, è finalizzata all’erogazione di prestazioni non eseguibili nelle altre strutture della Rete di Cure Palliative, che richiedono un periodo di osservazione prolungata, per pazienti complessi

 

ASSISTENZA SPECIALISTICA IN REGIME MAC E AMBULATORIALE

 

Assistenza in Regime Mac

Prevede l’erogazione di prestazioni diagnostiche e terapeutiche in funzione della complessità e del piano di cura.

Assistenza in regime ambulatoriale

 

Garantisce prestazioni per i pazienti autosufficienti che necessitano della valutazione multidimensionale specialistica per il controllo ottimale dei sintomi e per il supporto alla famiglia.

  • ASSISTENZA DOMICILIARE

 Si tratta di un complesso integrato di cure, erogate da soggetti accreditati per le Cure Palliative ed il setting specifico, attraverso équipe multiprofessionali e multidisciplinari dedicate (prestazioni professionali di tipo medico, infermieristico, riabilitativo, psicologico, da aiuto infermieristico-OSS, assistenza tutelare e sostegno spirituale). I percorsi domiciliari prevedono un livello di base e un livello specialistico tra loro interdipendenti in funzione della stabilità-instabilità clinica e assistenziale. 

  • ASSISTENZA IN HOSPICE

Le Cure Palliative in hospice, sono costituite da un complesso integrato di prestazioni mediche specialistiche, infermieristiche, di supporto socio-sanitario (OSS), riabilitative, psicologiche, di accertamento diagnostico, di supporto farmacologico, di nutrizione artificiale, di prestazioni sociali, tutelari, alberghiere, di sostegno spirituale e di assistenza al lutto, attraverso ricovero, anche in regime diurno (Day Hospice) o assistenza ambulatoriale; il complesso integrato degli interventi sopra descritti è finalizzato a dare una risposta adeguata ai bisogni delle persone affette da una patologia ad andamento cronico ed evolutivo, per la quale non esistono terapie o, se esse esistono, sono inadeguate o inefficaci ai fini della stabilizzazione della malattia o di un prolungamento significativo della vita. Esse sono erogate da equipe multidisciplinari e multi professionali che assicurano cure e assistenza in via continuativa 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.

Le cure in hospice sono garantite in modo omogeneo su tutto il territorio regionale: gli hospice sono inseriti nei LEA distrettuali, anche quando sono logisticamente situati in strutture sanitarie di ricovero e cura oppure ne costituiscano articolazioni organizzative.

Gli hospice garantiscono il supporto consulenziale alle unità d’offerta sociosanitarie residenziali per anziani e disabili al fine di garantire agli ospiti le necessarie Cure Palliative.

Il processo di presa in carico segue il percorso già definito nella parte generale della Rete Locale.  

Requisiti di esercizio

e di accreditamento degli hospice lombardi

I requisiti di esercizio e di accreditamento identificano un’unica tipologia di hospice.

Per i requisiti generali di esercizio e di accreditamento, sia organizzativi gestionali che strutturali e tecnologici, si rimanda alla normativa vigente in materia.

Di seguito vengono definiti i requisiti specifici di esercizio e di accreditamento.

 

Requisiti strutturali specifici di esercizio e di accreditamento

 

Localizzazione

 

Gli hospice sono collocati all’interno di:

§ locali/edifici specificamente dedicati

§ strutture ospedaliere

§ strutture residenziali del sistema sociosanitario

 

 

L’hospice è localizzato:

§ in zona urbana o urbanizzata, adeguatamente collegata con il contesto urbano, in modo da favorire l’accessibilità da parte dei familiari e dei parenti

§ in zona protetta dal rumore cittadino o, in caso di impossibilità, dotata di opportuni sistemi per l’abbattimento del rumore

Capacità ricettiva

 

La capacità ricettiva dell’hospice, considerate le esigenze di elevata personalizzazione

dell’intervento, è compresa tra 8 e 30 posti letto articolata in uno o più nuclei. Per l’accreditamento la capacità ricettiva è compresa tra 8 e 20 posti letto.

Tipologia

strutturale e

articolazione

funzionale:

 

La tipologia strutturale adottata garantisce il rispetto della dignità del paziente e dei suoi familiari mediante una articolazione spaziale utile a creare condizioni di vita simili a quelle godute dal paziente presso il proprio domicilio, con possibilità di personalizzazione delle stanze, compatibilmente con lo spazio esistente. La qualità degli spazi progettati facilita il benessere ambientale, la fruibilità degli spazi e il benessere psicologico.

L’articolazione funzionale dell’hospice include le seguenti aree:

a) area destinata alla residenzialità

b) area destinata alla valutazione e alle terapie

c) area generale di supporto

Area destinata alla residenzialità
Camere

 

§ singole di dimensioni minime di 9 mq e, comunque, in cui sia assicurato adeguato spazio per

gli interventi medici

§ con letto o poltrona letto per la permanenza di un accompagnatore

§ dotate di servizio igienico attrezzato di ausili per la non autosufficienza

§ dotate di tavolo per consumare i pasti e poltrona

Servizi di nucleo

 

Devono essere specifici per ogni nucleo:

§ locale di lavoro per il personale di assistenza in posizione idonea

§ locale deposito sporco dotato di vuotatoio e lavapadelle

Possono essere condivisi da nuclei contigui posti sullo stesso piano:

§ cucina-tisaneria

§ servizi igienici per il personale

§ soggiorno polivalente o spazi equivalenti anche divisi in ambiti da destinare a diverse attività

(ristorazione, conversazione, lettura)

Possono essere condivisi con nucleo contiguo o fra due nuclei situati su massimo due piano sovrapposti ed idoneamente collegati:

§ ambulatorio-medicheria anche ad uso locale per i medici

§ deposito biancheria pulita

§ deposito attrezzature/carrozzine/materiale consumo

Area valutazione e terapia
 

 

§ locale per preparazione e manipolazione dei farmaci e preparazioni nutrizionali

§ locali e attrezzature per terapie antalgiche e prestazioni ambulatoriali, qualora previste, con spazio per l’attesa che non intralci i percorsi

§ locali per prestazioni in regime diurno, qualora previste

§ locale per colloqui con il personale (psicologo, assistente sociale, ecc)

§ locale deposito sporco

§ deposito pulito e attrezzature

Area generale di supporto
 

 

§ ingresso con portineria, telefono e spazi per le relazioni con il pubblico

§ servizi igienici per parenti e visitatori

§ spogliatoio per il personale con servizi igienici

§ spogliatoio e locali di sosta e lavoro per il personale volontario

§ locale per le riunioni di equipe

§ camere mortuarie in numero idoneo (raccomandato 1 ogni 8 letti)

§ spazio per i dolenti

§ sala per il culto

§ locale per uso amministrativo

§ cucina, dispensa e locali accessori per lavanderia e stireria (qualora questi servizi venissero dati in appalto, l’hospice deve essere dotato di locali di stoccaggio o di temporaneo deposito o di riscaldamento dei cibi, di supporto alle ditte esterne)

§ magazzini

 

 

I locali previsti per l’area valutazione e terapia e per l’area generale di supporto sono

condivisibili con la struttura in cui è collocato l’hospice, purché funzionalmente adeguati.

Requisiti tecnologici specifici di esercizio
Requisiti minimi

impiantistici

 

§ Impianto di riscaldamento o climatizzazione

§ Impianto di illuminazione di emergenza

§ Impianto di forza motrice nelle camere con almeno una presa

§ Impianto di chiamata con segnalazione acustica e luminosa e con segnalazione centralizzata delle chiamate

§ Impianto di gas medicali: vuoto, ossigeno e aria

§ Impianto telefonico con disponibilità di telefoni fissi e mobili per i pazienti in ogni modulo

§ Impianto televisivo

Fattori di sicurezza

/ prevenzione

infortuni

§ pavimenti in materiale e superficie antisdrucciolo

§ assenza di barriere architettoniche

§ applicazione sostegni e mancorrenti in vista alle pareti e ai servizi igienici

§ sistema di allarme nelle camere e nei servizi igienici per i pazienti

§ segnaletica di informazione

Dotazioni

tecnologiche

 

§ arredi, comprendenti letti speciali con schienali regolabili

§ ausili e presidi, inclusi materassi e cuscini antidecubito, carrozzine, sollevatori-trasportatori, barelle-doccia, vasche da bagno per disabili

§ apparecchiature, incluse quelle idonee alla gestione della terapia e strumentario per piccola chirurgia

 

Requisiti organizzativi e gestionali specifici di esercizio e di accreditamento
Figure professionali

 

 

È individuata un’équipe multidisciplinare e multiprofessionale in possesso di adeguata formazione ed esperienza, composta da:

§ medico

§ infermiere

§ OSS

§ psicologo

§ assistente sociale

§ altre figure professionali individuate in base alle specifiche esigenze.

Sono inoltre assicurate le figure professionali del fisioterapista e del dietista, attivabili in funzione del Piano di Assistenza Individuale, disponibili anche nell’ambito della RLCP.

Le suddette figure sono integrate dall’assistente spirituale, nel rispetto della volontà e della libertà di coscienza del cittadino.

Le prestazioni mediche possono essere erogate da:

§ medici specialisti in anestesia, rianimazione e terapia intensiva, ematologia, geriatria, medicina interna, malattie infettive, neurologia, oncologia medica, radioterapia, specializzazioni afferenti alla disciplina delle cure palliative

§ medici in servizio presso le reti dedicate alle cure palliative accreditate che, indipendentemente dal possesso di una specializzazione, sono in possesso di un’esperienza almeno triennale nel campo delle cure palliative, di cui alla Legge 27 dicembre 2013 n. 147 e successivo Decreto Ministeriale 4 giugno 2015, certificata da Regione Lombardia (secondo le disposizioni DGR n. 5341 del 27 giugno 2016)

Il personale operante nella struttura possiede le competenze previste dalla normativa vigente per l’erogazione di cure palliative
Continuità

dell’assistenza

 

La continuità delle cure e dell’assistenza è assicurata sulle 24 ore, 365 giorni all’anno.

§ Medico: la presenza del medico è assicurata sui sette giorni settimanali.

La pronta disponibilità medica è assicurata dall’hospice in modo continuativo sulle 24 ore, eventualmente anche sulla base di accordi nell’ambito della RLCP

§ Infermiere: la presenza dell’infermiere è garantita in modo continuativo sulle 24 ore

§ OSS: la presenza dell’OSS è garantita in modo continuativo sulle 24 ore

§ Psicologo e assistente sociale: per queste figure professionali la continuità può essere garantita dall’hospice sulla base di accordi tra le unità d’offerta nell’ambito della RLCP, in particolare per la gestione di periodi limitati di assenza dell’operatore dedicato.

Riunioni d’equipe

 

L’equipe effettua riunioni periodiche finalizzate alla definizione, verifica o rimodulazione del piano terapeutico/verifica e promozione della qualità dell’assistenza
Care Manager

 

È individuata all’interno dell’equipe la figura del care manager con funzione di coordinamento di natura gestionale-organizzativa sulle attività assistenziali di uno o più pazienti in carico alla struttura
Case Manager

 

È individuata, all’interno dell’equipe, per ogni malato assistito, la figura del case manager

con funzione di coordinamento del percorso individuale del malato e del suo nucleo

familiare, e di referente della continuità del percorso stesso

Referente clinico

 

È individuato il medico palliativista di riferimento per ogni malato assistito, responsabile del programma diagnostico-terapeutico del paziente e punto di riferimento del malato e del suo nucleo familiare
Standard assistenziali

minimi

 

Medico: 30 minuti/paziente/die (calcolato su 7 giorni)

Infermiere: 180 minuti/paziente/die (calcolato su 7 giorni)

OSS/OTA: 90 minuti/paziente/die (calcolato su 7 giorni)

Psicologo: 35 minuti/paziente/settimana

Assistente sociale: 35 minuti/paziente/settimana

Attività di front-office

 

Presenza di un servizio di segreteria (front office) per almeno 7 ore al giorno, dal lunedì al venerdì
Documentazione

sanitaria

Adozione della cartella clinica/FASAS, redatta secondo le normative vigenti
Protocolli e

programmi

 

È garantita la presenza e la diffusione agli operatori di protocolli formalizzati almeno per:

§ il controllo del dolore e dei sintomi fisici e psicologici

§ la sedazione

§ l’alimentazione e l’idratazione

§ il nursing

§ le principali procedure diagnostiche e terapeutiche

 

 

È garantita la presenza di programmi formalizzati almeno per:

§ l’informazione, la comunicazione e il sostegno al paziente e alla famiglia,

§ l’accompagnamento alla morte e l’assistenza al lutto

§ l’audit clinico

§ il sostegno psicoemotivo all’equipe attraverso momenti formativi, spazi di confronto e lavoro di gruppo, di supervisione e rielaborazione, da parte di operatori qualificati, delle emozioni connesse ai processi assistenziali

§ il reclutamento e la valutazione periodica del personale

§ la formazione continua specifica del personale

§ la collaborazione con le associazioni di volontariato

Farmaci e presidi È garantita la fornitura diretta dei farmaci e dei dispositivi medici, presidi e ausili, ad

esclusione unicamente per i pazienti affetti da AIDS, dei farmaci “file F”.

 

Tabella riassuntiva degli standard gestionali

 

 

STANDARD GESTIONALI MINIMI HOSPICE

 

FIGURA PROFESSIONALE

 

minuti/pz/die minuti/pz/settimana
MEDICO 30’

 

INFERMIERE 180’

 

PRESENZA NELLE 24 ORE

 

OSS/OTA 90’

 

PSICOLOGO

 

 

 

35′
ASSISTENTE SOCIALE  

 

35′
FISIOTERAPISTA

 

Disponibilità

 

DIETISTA Disponibilità

 

ASSISTENTE SPIRITUALE Disponibilità

Il volontariato

Il volontariatoo costituisce da sempre una “presenza” fondamentale e preziosa sul territorio a favore di chi soffre.

Sono tante le associazioni di volontariato che mettono a disposizione propri volontari formati e preparati ad aiutare ed assistere malati e famigliari.

Identificazione precoce

Alla Rete di Cure Palliative accedono malati identificati in ambito territoriale o in ambito ospedaliero. Dalla recente letteratura, l’orizzonte temporale di intervento delle Cure Palliative si è esteso fino a 12-24 mesi dalla morte poiché si è dimostrato che alcuni problemi rilevanti del “fine vita” sono meglio affrontati se, all’inizio della traiettoria di declino, la cura erogata ha un’efficace impronta palliativa. L’identificazione precoce del bisogno di Cure Palliative è un compito della Rete di Cure Palliative. A tale obbiettivo concorrono i MMG/PLS gli specialisti di branca operanti nelle strutture sanitarie e sociosanitarie.

 Il modello proattivo

Il modello è coerente con le migliori esperienze internazionali e con quanto descritto in letteratura in merito alla evoluzione delle Cure Palliative verso un sistema di identificazione precoce del bisogno di Cure Palliative nell’ambito dei percorsi di cura e assistenza.

 

 

Modelli di intervento delle cure palliative nelle malattie croniche evolutive

 

Interventi “Proattivi”

 

 

Interventi “Reattivi”

Gomez – Batiste X., M. et al, Curr Opin Support Palliat Care 2012, 6:371 – 378

 

Elenco degli Hospice

in Lombardia

Facendo click sul seguente link si può prendere visione dell’elenco degli Hospice della Lombardia e dei servizi territoriali per le cure palliative:

 

Normativa di riferimento:

Legge n. 38 del 15 Marzo 2010: “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore

Deliberazione di Giunta Regionale n. X/5918 del 28 Novembre 2016:Disposizioni in merito alla evoluzione del modello organizzativo della rete delle cure palliative in Lombardia: integrazione dei modelli organizzativi sanitario e sociosanitario”;

Deliberazione di Giunta Regionale n. X/6691 del 6 Giugno 2017:Ulteriori disposizioni in merito al modello organizzativo della Rete delle cure palliative e della Rete di Terapia del dolore in Lombardia”.

 

Approfondimenti

Le cure palliative in Italia e in Lombardia

https://www.simonepiga.it/le-cure-palliative-in-italia-e-in-lombardia/

Le competenze dell’Operatore Socio Sanitario

https://www.simonepiga.it/loss-le-competenze-delloperatore-socio-sanitario-atto-del-22-febbraio-2001-conferenza-stato-regioni-e-province-autonome-di-trento-e-bolzano/

Il profilo professionale e le diverse competenze dell’OSS nelle Regioni. Le competenze dell’OSS in Regione Lombardia

https://www.simonepiga.it/loss-il-profilo-professionale-le-competenze-delloss-nelle-diverse-regioni-le-competenze-delloss-in-regione-lombardia/

Per approfondimenti sui requisiti di accesso ai corsi per OSS in Lombardia, ti consiglio di leggere il mio articolo, cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/blog/

Inoltre potrebbe interessarti anche il seguente articolo: “L’evoluzione delle diverse figure di supporto, dall’ausiliario portantino all’OTA, OSS e OSSS”, che potrai leggere cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/blog/

e anche il post dal titolo “Il reato di esercizio abusivo di una professione” che potrai leggere

cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/blog/

nonché il post dal titolo: “L’OSS e la legge Lorenzin” che trovi al seguente link:

https://www.simonepiga.it/blog/

e il post dal titolo: l’OSS e la legislazione sociale e sanitaria per i concorsi

che trovi al seguente link: https://www.simonepiga.it/

CONCLUSIONI

Scrivere un articolo su tematiche molto complesse, nonostante l’attenzione posta e l’impegno profuso nel prepararlo non è per niente facile e può sfuggire qualcosa, oppure si trascura qualche argomento che merita di essere maggiormente approfondito. 

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica:     simo.piga@gmail.com

Non posso garantire di riuscire a risponderti o di risponderti in tempi brevi, ma terrò in grande considerazione la tua opinione.

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Grazie.

Dott. Simone Piga

WWW.SIMONEPIGA.IT