L’OSSS con 3S. L’Operatore Socio-Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria

L'OSS con 3S

 

L’OSSS con 3S. L’Operatore Socio-Sanitario con formazione 

complementare in assistenza sanitaria

Con accordo raggiunto dalla Conferenza permanente del 16 Gennaio 2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 Marzo 2003, sottoscritto tra lo Stato (Ministro della Salute e Ministro del Lavoro e delle politiche sociali), le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, è stata disciplinata la formazione complementare in assistenza sanitaria della figura professionale dell’operatore socio-sanitario.

L’accordo viene sottoscritto al fine di permettere a coloro che sono già in possesso di un attestato di OSS, di poter svolgere al termine di apposita e ulteriore formazione complementare di collaborare con l’infermiere o con l’ostetrica in alcune attività assistenziali in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la supervisione della stessa.

Pertanto, per far fronte alle crescenti esigenze di assistenza sanitaria nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche e private, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono provvedere alla organizzazione di moduli di formazione complementare di assistenza sanitaria, per un numero di ore non inferiore a 300, di cui la metà di tirocinio, riservati agli operatori socio-sanitari in possesso dell’attestato di qualifica di cui all’articolo 12 dell’accordo intervenuto il 22 febbraio 2001 in sede di Conferenza Stato-Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, per l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’operatore socio-sanitario e per la definizione dell’ordinamento didattico dei corsi di formazione, o di un titolo riconosciuto equipollente ai sensi dell’articolo 13 dello stesso accordo.

Questo significa che i corsi potranno essere organizzati solo nelle regioni (e/o province autonome) che con proprio atto normativo, recepiscono l’accordo della Conferenza Stato-Regioni del 2003 e che provvedono a disciplinare le modalità di svolgimento dei corsi. Questo anche per dare validità all’attestato rilasciato, al fine di venire impiegato come OSSS, se e come e dove previsto.

Senza una legge della singola Regione, mirata a recepire l’Accordo Stato-Regioni del 2003, i corsi per OSSS non possono essere organizzati o meglio, se anche venissero organizzati, gli attestati rilasciati non avrebbero valore legale per l’assunzione come OSSS nella Regione dove viene organizzato il corso o altra Regione dove tale figura è prevista. A parte questo, l’assunzione dell’OSSS nelle aziende pubbliche e private può essere attuata se l’impiego di tale figura è previsto da un normato fabbisogno e di un conseguente inquadramento all’interno delle piante organiche del personale.

Si consiglia però a chi partecipa ai concorsi per OSS, di verificare se il conseguimento dell’Attestato di OSSS possa dare diritto all’attribuzione di un determinato punteggio come titolo posseduto e da presentare, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 220 del 27 Marzo 2001, che regola le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici del personale non dirigenziale del Servizio Sanitario Nazionale, di cui fa parte l’OSS.

L’attestato di OSSS rilasciato

Gli Operatori Socio Sanitari che hanno seguito con profitto il modulo di formazione complementare ed hanno superato l’esame teorico-pratico finale, ricevono uno specifico attestato di “Operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitariache consente all’operatore (ricordo, dove previsto per legge) di collaborare con l’infermiere o con l’ostetrica e di svolgere alcune attività assistenziali, indicate nell’allegato A, parte integrante del presente accordo, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione.

Materie di insegnamento e tirocinio

I moduli di formazione, teorica e pratica, devono essere strutturati in modo da garantire il raggiungimento delle competenze professionali per l’esercizio delle attività e dei compiti     indicati nell’allegato A, che è parte integrante del presente atto.

Il modulo si svolge nelle strutture di ricovero e cura e nei servizi sanitari. La direzione del modulo è affidata ad un docente appartenente al più elevato livello formativo previsto per le professioni sanitarie infermieristiche e per la professione sanitaria ostetrica.

Elenco delle principali attività previste per l’operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria

Come disposto dall’allegato A, quale parte integrante dell’accordo del 16 Gennaio del 2003 sottoscritto dalla Conferenza Stato-Regioni e province autonome di Trento e Bolzano, l’Operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria è in grado di eseguire:

  • – la somministrazione, per via naturale, della terapia prescritta, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;
  • – la terapia intramuscolare e sottocutanea su specifica pianificazione infermieristica,         conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;
  • – i bagni terapeutici, impacchi medicali e frizioni;
  • – la rilevazione e l’annotazione di alcuni parametri vitali (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura) del paziente;
  • – la raccolta di escrezioni e secrezioni a scopo diagnostico;
  • – le medicazioni semplici e bendaggi;
  • – i clisteri;
  • – la mobilizzazione dei pazienti non autosufficienti per la prevenzione di decubiti e alterazioni cutanee;
  • – la respirazione artificiale, massaggio cardiaco esterno;
  • – la cura e il lavaggio e preparazione del materiale per la sterilizzazione;
  • – l’attuazione e il mantenimento dell’igiene della persona;
  • – la pulizia, disinfezione e sterilizzazione delle apparecchiature, delle attrezzature sanitarie e dei dispositivi medici;
  • – la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti differenziati;
  • – il trasporto del materiale biologico ai fini diagnostici;
  • – la somministrazione dei pasti e delle diete;
  • – la sorveglianza       delle       fleboclisi,       conformemente    alle       direttive  del       responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua

Normativa di riferimento:

Atto della Conferenza permanente del 16 Gennaio 2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 Marzo 2003, sottoscritto tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Decreto del Presidente della Repubblica n. 220 del 27 Marzo 2001: “Regolamento recante disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del Servizio Sanitario Nazionale”.

CONCLUSIONI

Scrivere un articolo su tematiche molto complesse, nonostante l’attenzione posta e l’impegno profuso nel prepararlo non è per niente facile e può sfuggire qualcosa, oppure si trascura qualche argomento che merita di essere maggiormente approfondito. 

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica:     simo.piga@gmail.com

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Grazie.

Dott. Simone Piga

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