Hai necessità di proporre al Giudice Tutelare del Tribunale, la nomina di un tutore, curatore o amministratore di sostegno a favore di un famigliare o di un’altra persona a te cara e non sai come fare? Puoi rivolgerti a me per una consulenza e/o per aiutarti nelle procedure necessarie da seguire e in tutte le fasi della richiesta.

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Amministratore di Sostegno, alcune informazioni

L’ordinamento giuridico italiano, agli articoli 404 e seguenti del Codice Civile ha provveduto a disciplinare alcuni importanti strumenti, finalizzati a sostenere e tutelare le persone disabili che non riescono a compiere in modo autonomo i propri atti della vita quotidiana. Tra questi strumenti c’è l’amministrazione di sostegno.

L’amministratore di sostegno è una figura che può essere nominate dal Giudice Tutelare del Tribunale competente per territorio al fine di assistere, tutelare, amministrare e rappresentare o, meglio ancora proteggere le persone che versano in condizioni di fragilità, in particolare le persone incapaci di intendere e volere o anche capaci di intendere e volere, come in alcune fattispecie  relative all’amministrazione di sostegno, ma in difficoltà nello svolgere gli atti quotidiani della vita a causa di menomazioni fisiche e/o mentali.

L’amministratore di sostegno è una figura istituita con legge n. 6 del 2004 e disciplinata nel codice civile dall’articolo 404 all’articolo 413. L’articolo 404 del codice civile stabilisce che: “La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio”.

Il legislatore ha introdotto la figura dell’amministratore di sostegno allo scopo di tutelare le persone disabili, favorendo la minore limitazione possibile della loro capacità di agire.

Il ricorso all’amministrazione di sostegno é dunque necessario al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  • quando una persona si trova a vivere in una condizione di infermità tale da determinare l’impossibilità parziale o totale, temporanea o permanente, di provvedere alla cura dei propri interessi;
  • in presenza di una menomazione fisica tale da determinare in una persona, l’impossibilità parziale o totale, temporanea o permanente, di provvedere alla cura dei propri interessi;
  • in presenza di una menomazione psichicatale da determinare in una persona, l’impossibilità parziale o totale, temporanea o permanente, di provvedere alla cura dei propri interessi.

L’amministratore di sostegno, in base ai poteri che gli vengono conferiti con decreto dal Giudice, può compiere sia atti in sostituzione del beneficiario che interventi volti ad affiancare ed assistere l’amministrato nelle proprie scelte.

L’amministratore di sostegno può pertanto essere chiamato a proteggere e tutelare sia persone capaci di agire, sia persone totalmente incapaci di agire.

L’amministrato conserva la capacità di agire per tutti quegli atti che non richiedono il necessario intervento dell’amministratore di sostegno.

La legge 6 del 2004, con l’istituzione dell’amministratore di sostegno ha apportato modifiche ad istituti più incisivi e limitanti come l’interdizione o l’inabilitazione e grazie al ricorso allo stesso, ora, queste persone possono al di fuori dei casi previsti, evitare il ricorso alla sentenza di interdizione o inabilitazione, prima obbligatoria.

L’articolo 409 del codice civile stabilisce che “Il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno. Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana”.

L’amministratore di sostegno può:

  • agire a tutela del beneficiario solo ed esclusivamente con riferimento agli atti espressamente previsti dal giudice tutelare nel decreto di nomina o previa autorizzazione del giudice, sia in sostituzione del beneficiario, che affiancando il beneficiario stesso nelle decisioni che lo riguardano.
  • intervenire non solo in situazioni di carattere economico ma anche sanitarie: può infatti autorizzare, fornendo il consenso informato, la somministrazione di terapie ed interventi chirurgici.

L’amministratore di sostegno è stato “pensato” dal legislatore come una figura che affianca la persona fragile che necessita di protezione, in quanto attento a graduare i propri interventi in relazione ai bisogni della persona che va a rappresentare e/o a integrare, con comportamenti  discreti e rispettosi dell’identità e della personalità della persona tutelata.

Sia l’amministrazione di sostegno che l’interdizione e l’inabilitazione, intervengono sulla capacita di agire e non sulla capacità giuridica della persona, che rimane intatta.

Come presentare la richiesta di nomina di un amministratore di sostegno

La normativa vigente prevede che la richiesta per la nomina per l’istituzione dell’amministrazione di sostegno può essere presentata dallo stesso soggetto beneficiario che da altre figure previste dal Codice civile. La richiesta va presentata al Giudice tutelare competente per territorio, seguendo una procedura che in tanti casi può essere lunga e complessa. 

Se hai bisogno di me per avviare la pratica di nomina di un tutore o amministratore di sostegno, scrivimi compilando il format presente nella pagina contatti.