SE FACCIO IL CORSO OSS, POI TROVO SUBITO LAVORO? Di Giulia Billi

il lavoro dell'OSS
Si trova lavoro come OSS?
Ecco qua il mio nuovo articolo dal titolo: “Se faccio il corso OSS, poi trovo subito lavoro?”

E’ una riflessione scaturita in seguito alla lettura di molti post, commenti presenti nei vari siti, pagine facebook, blog.

La domanda, dalla quale questo articolo nasce, è la seguente: “Se faccio il corso OSS, poi trovo subito lavoro?”

I mutamenti sociali degli ultimi decenni hanno portato a variazioni demografiche che hanno contribuito a un progressivo invecchiamento della popolazione. Cambia così anche l’occupazione lavorativa. Negli anni a venire ci sarà sempre più bisogno di quelle figure professionali sempre più in grado di assistere gli anziani, una tra questa è la figura dell’OSS.

Sicuramente il lavoro non mancherà, ma in Italia esiste una triste realtà. Purtroppo in alcune strutture non viene riconosciuto il vero valore di un OSS, quindi il dipendente è sottopagato.

Analizziamo il perché: L’OSS può lavorare sia nel settore pubblico sia in quello privato. In entrambi i casi, ad esempio nel settore sanitario, il rapporto tra datore di lavoro e dipendente è regolamentato dal cosiddetto CCNL.

E’ il contratto collettivo nazionale che regola molti aspetti lavorativi, uno di questi è la retribuzione.

Nel settore pubblico questo contratto regola equamente la retribuzione di una determinata categoria di operatori.

A prima assunzione, nella sanità pubblica, rientrando nella categoria B, livello economico “s”, l’OSS percepisce una retribuzione minima mensile di 1.479,00 euro circa.

Come si sa, la retribuzione varia in base al numero di notti fatte, indennità, anzianità di servizio, figli a carico, ecc..

Nel settore privato purtroppo, la realtà spesso non è questa, perché ci sono delle condizioni che permettono ad un privato di variare la retribuzione minima mensile.

Ci sono testimonianze di OSS che prendono intorno ai 1.400,00 euro o poco più a prima assunzione, altri invece che prendono 1.100,00 euro LORDI.

Trovare lavoro, non è, a parer mio difficile, ma trovare la situazione ottimale non è cosi semplice.

Molti infatti la pensano ancora come Checco Zalone, che dice: “Il posto fisso è sacro”.

Dalla domanda iniziale pertanto, scaturisce immediatamente un’altra riflessione.

Ognuno ha le sue motivazioni per scegliere un determinato lavoro.

Tuttavia la caratteristica che non dovrebbe mancare in queste professioni è la passione.

L’OSS svolge delle procedure assistenziali che senza passione diventano psicologicamente e fisicamente pesanti.

Prendersi cura delle fragilità, dell’intimità delle persone è un atto che richiede pazienza, gentilezza, amore, devozione.

Immaginiamo di essere noi stessi dei pazienti di un reparto ospedaliero oppure ospiti di una struttura sociale/socio-sanitaria: quale caratteristiche dovrebbe avere il professionista che si prende cura di noi?

Scegliere di diventare OSS solo perché si può trovare lavoro non sarebbe eticamente corretto, così come per tutti gli altri lavori.

Tuttavia un proverbio italiano dice: “Fare di necessità virtù”. Ci sono infinite motivazioni che portano a svolgere una determinata professione, ma se abbiamo scelto questo lavoro, smettiamola di lamentarci.

“Lamentarsi è come una sedia a dondolo. Ti tiene impegnato, ma non ti porta da nessuna parte”. Italo Cillo non poteva esprimere concetto migliore. Qualsiasi persona di qualunque professione ha almeno un motivo per lamentarsi.

Sta solo a quel professionista vedere il bicchiere mezzo pieno oppure mezzo vuoto.

Nessun lavoro è oggettivamente perfetto, c’è sempre qualcosa da migliorare, sta solo a te professionista renderlo perfetto.

Concludo con una frase di Confucio:” Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita”.

APPROFONDIMENTI

Se ti sei perso il mio ultimo articolo dal titolo: “6 CONSIGLI DA DARE AD UN OSS PER AFFRONATRE UN CONCORSO PUBBLICO”

puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link:

6 CONSIGLI DA DARE AD UN OSS PER AFFRONTARE UN CONCORSO PUBBLICO. Di Giulia Billi

Se ti sei perso invece l’articolo: “L’OSS e la passione per il lavoro: un’eccezione?” puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link:

https://www.simonepiga.it/loss-e-la-passione-per-il-lavoro-uneccezione/

Se ti sei perso il mio primo articolo dal titolo: “Il mio esame da OSS”, puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/il-mio-esame-da-oss-di-giulia-billia/

Se ti sei perso l’articolo dal titolo: “Il tirocinio dell’OSS. La paura di chiedere e dire di no, puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link: https://www.simonepiga.it/1364-2/

Se ti sei perso l’articolo dal titolo: “L’ignoranza” denigra le competenze di un OSS, puoi ancora leggerlo cliccando sul seguente link:

“L’ignoranza” denigra le competenze di un OSS. Di Giulia Billi

Per approfondimenti sul profilo e competenze dell’OSS, ti consiglio di leggere i seguenti articoli:

https://www.simonepiga.it/loss-le-competenze-delloperatore-socio-sanitario-atto-del-22-febbraio-2001-conferenza-stato-regioni-e-province-autonome-di-trento-e-bolzano/

https://www.simonepiga.it/loss-il-profilo-professionale-le-competenze-delloss-nelle-diverse-regioni-le-competenze-delloss-in-regione-lombardia/

Per approfondimenti sulle leggi da studiare in vista di un concorso per OSS, ti consiglio di leggere il seguente articolo:

https://www.simonepiga.it/loss-e-la-legislazione-sociale-e-sanitaria-per-i-concorsi/

CONCLUSIONI

Se vuoi fornirmi preziosi consigli o eventuali approfondimenti da fare sul presente articolo, o segnalarmi delle imprecisioni, puoi farlo scrivendomi al seguente indirizzo di posta elettronica:     giulia.billi91@gmail.com

Non posso garantire di riuscire a risponderti o di risponderti in tempi brevi, ma terrò in grande considerazione la tua opinione.

Se ti è piaciuto questo articolo ti chiedo di mettere un semplice “like” sullo stesso e di condividerlo sui tuoi canali social, al fine di farlo conoscere.

Grazie.

Giulia Billi OSS